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COLDIRETTI: NON DEVE CONFONDERE I CONSUMATORI SULLA QUALITA' DEGLI ALIMENTI IMPORTATI


In questi giorni continua la martellante campagna di Coldiretti  sulla richiesta dell'’etichetta di origine per tutti i prodotti italiani, per evitare che latte, olio, frutta e verdura e altri alimenti provenienti dall’estero siano spacciati come made in italy.
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Questa storia proposta  ogni 2-3 mesi  serve solo a confondere le idee. La legge europea prevede già la dicitura di origine per molti prodotti (carne bovina, uova, latte fresco,pesce fresco  … ) e comunque i produttori possono sempre indicare volontariamente l’origine degli alimenti sull’etichetta. In ogni caso è doveroso precisare che i prodotti importati non sono di qualità inferiore per definizione,ma ogni settore merceologiche presenta delle specificità.
Il latte fresco francese, austriaco e soprattutto quello tedesco non hanno nulla da invidiare a quello italiano. La stessa cosa dicasi per il burro da centrifuga  importato,  sicuramente  migliore rispetto al burro di affioramento tipicamente italiano. Chi produce pasta sa che gli spaghetti di buona qualità necessitano di farina ricca di glutine importata anche da Canada e da altri paesi americani. Lo stesso problema si pone per il panettone che senza farina importata difficilmente risulterebbe così buono! Anche sull’olio ci sono molte cose da dire.Images-3Images-2 L’olio extra vergine di Creta è buono quanto quello di Frigintini in Sicilia. E’ assolutamente falso lasciare credere ai consumatori che l’olio extra vergine delle nostre regioni è buono solo per il fatto di essere ricavato da olive italiane. Non è vero,  e tutti i produttori lo sanno.
Anche sui   prodotti alimentari cinesi importati  va detta la verità. Nei punti vendita se si escludono i prodotti etnici come gli spaghetti di soia, la salsa di soia ecc. non si trovano facilmente prodotti cinesi. I più volenterosi devono rovistare nel reparto surgelati e cercare qualche confezione di gamberetti per avere successo . Lo stesso concentrato di pomodoro che viene importato dalla Cina nel 99% dei casi viene rilavorato dalle aziende italiane ed esportato all’estero. Questo concetto va detto chiaramente , senza creare ambiguita sulla passata di pomodoro venduta nei nostri supermercati.

               

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Per la frutta  Coldiretti dimentica di precisare che  la qualità  dipende  soprattutto dalle modalità di raccolta e non dall'origine. Se le albicocche, le pesche o le pere sono raccolte acerbe per evitare perdite e ammaccature  durante la fase di raccolta e confezionamento, quando la frutta arriva al consumatore avrà un ottimo aspetto ma il sapore risulterà per forza di cose  mediocre.

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Commenti

Il titolo è interessante, così come il contenuto, ma non crede sia un po' tadivo ?
Coldiretti i consumatori li ha già confusi, anzi, li ha già convinti. Grazie all'appoggio di un ministro, corso sulle barricate con tanto di bandiera in pugno (anche se non era tricolore ...), e di tutti i rappresentanti di tutte le istituzioni immaginabili.
Ma anche e soprattutto grazie all'appoggio dei media. Che si sono limitati ad una mera funzione di megafono, megafono ossequioso e acritico.
Mi permetto questa considerazione perchè, se è vero quello che lei scrive, la comunicazione alla quale abbiamo assistito avrebbe potuto essere un po' più veritiera, i cittadini un po' meno strumentalizzati e un po' meno disinformati.
Se quello che lei scrive è vero, sarebbe opportuno che comparisse anche sulla carta stampata. Non solo su questa pagina internet, rimanendo così un prodotto "di nicchia", d'origine certamente garantita ma senza futuro.

Coldiretti fa il suo mestiere di lobby . I giornalisti tendono ad accettare come verità quanto viene detto nei comunicati di Coldiretti senza fare le verifiche opportune . Questa storia si ripete da anni . Io ho scritto diversi articoli sulla questione del cioccolato finto, delle aranciate senza succo , sull'origine dell'olio extra vergine sul Corriere della sera e nessuno ha mai contestato il contenuto . Comunque basta chiedere a qualsiasi addetto ai lavori come stanno le cose per capire come è la situazione.

La ringrazio per l'attenzione che mi ha prestato e buon lavoro.

Concordo con l'amico La Pira, sia sulla faccenda dell'etichettatura obbligatoria dell'origine, che sulla generale tendenza degli organi di informazione a raccogliere e ritrasmettere acriticamente le posizioni più strillate, senza tentare di andare un po' più a fondo.
A proposito degli argomenti citati da Roberto, segnalo (scusandomi per l'autocitazione) alcuni miei articoli:
Aranciate e legge comunitaria: ci vediamo l'anno prossimo!
http://www.newsfood.com/q/a014622e/aranciate-e-legge-comunitaria-ci-vediamo-lanno-prossimo/

Cioccolato «puro»: perché dobbiamo sempre farci riconoscere ?http://www.newsfood.com/q/7744410a/cioccolato-puro-perche-dobbiamo-sempre-farci-riconoscere-/

Origine dei prodotti in etichetta: il caso dell'olio d'oliva
http://www.newsfood.com/q/f5b6b9c2/origine-dei-prodotti-in-etichetta-il-caso-dellolio-doliva/

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