L’Autorità europea per la
sicurezza alimentare (Efsa) ha completato alla fine di luglio l'esame delle sostanze utilizzate
come fonti di vitamine e minerali negli integratori nei paesi dell’UE. Il
lavoro è durato quattro anni e sono state esaminate 533 richieste
di autorizzazione relative a 344 sostanze.
Per l'esame delle sostanze
utilizzate come fonti di vitamine e sali minerali è stato chiesto ai
produttori di presentare lavori scientifici che attestano la sicurezza e la biodisponibilità.
Il bilancio è sconcertante perchè di fronte a questa richiesta molti
produttori (soprattutto nord-europei) hanno ritirato le 186 richieste. Il bilancio finale è preoccupante perché alle 186 richieste
ritirate preventivamente si sommano altre 190 richieste che secondo gli esperti dell’Efsa non sono sufficientemente
supportate da prove scientifiche. Nel
calcolo complessivo bisogna aggiungere altre 39
richieste respinte per possibili problemi di sicurezza e rischi per la salute. Il calendario dei prossimi mesi prevede
che dal 1 gennaio 2010 le aziende potranno usare come fonti di vitamine e sali minerali solo le
sostanze che hanno ricevuto un parere positivo dall’Efsa. L’elenco verrà
presto pubblicato in un regolamento europeo. Dal prossimo anno i produttori potranno usare solo le fonti riportate nel nuovo elenco che la Commissione sta preparando. I consumatori non
si accorgeranno del cambiamento perchè le aziende continueranno a proporre le stesse
confezioni di integratori e multivitaminici. L’unico cambiamento
riguarderà le fonti nutrizionali. L'aspetto sconcertante della vicenda è il
pressapochismo delle aziende del Nord-Europa che hanno usato per anni sostanze senza disporre
di documentazione scientifica seria relativa alla sicurezza e alla biodisponibilità. Adesso la sitazione è stata risolta e la prospettiva è quella di una maggior tutela per i consumatori e per i produttori (seri) che potranno usare solo sostanze sicure.
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