La banca Intesa Sanpaolo è stata condannata
un mese fa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a pagare una doppia
sanzione per un totale di 325 mila
euro.
Questa
volta il motivo è grave perché non
si tratta della solita pubblicità ingannevole, ma di una violazione sistematica
di una legge. Secondo l'Antitrust, la banca non ha rispettato
le disposizioni legislative che regolano la cancellazione dell'ipoteca sulla
casa, quando si finisce di pagare il mutuo. Nel 2007 il decreto Bersani ha stabilito
una procedura semplificata per cancellare le ipoteche, snellire l’iter burocratico
ed eliminare la stesura di un atto
notarile facendo risparmiare diverse centinaia di euro ai cittadini. Il decreto
affidava questa operazione alle banche che,
dopo avere ricevuto l’ultima rata, dovevano inviare una lettera alla Conservatoria,
senza gravare di altri oneri i consumatori. Intesa Sanpaolo però invitava i
clienti ad andare da un notaio a proprie spese per ottenere la documentazione, sostenendo che le norme
di attuazione della legge non erano operative. Per questo motivo la banca dovrà
pagare una multa di 160 mila euro.
Ma il comportamento della banca è ancora più
censurabile perché non ha mai risposto alle
lettere di 77 mila clienti.
Oltre a ciò non ha mai spedito i documenti
alla Conservatoria entro un mese come previsto. Appurata questa seconda mancanza,
l’Antitrust ha deciso un’altra sanzione
di 205 mila euro, ridotta a 165 mila
per l’atteggiamento collaborativo della banca durante l’istruttoria. Un amico diceva che i banchieri
sono dei commercianti che anziché frutta e verdura vendono soldi e, come capita in tutte le professioni, ogni tanto qualcuno fa il furbo.
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