Secondo lo schema predispoto dall'OMS l’attuale fase di allerta dell'influenza H1N1 è giunta al livello 5-6 (fase pandemica). Per rendersi conto del significato va precisato come sono cratterizzati questi periodi e quali sono le strategie per una pianificazione adeguata . Il testo prende spunto da una report apparsoi sul sito di Epicentro. http://www.epicentro.iss.it/focus/h1n1/fasi.asp
Fase 1: i virus influenzali circolano continuamente tra gli animali, soprattutto negli uccelli e non si riscontrano infezioni per l'uomo .
Fase 2: il virus influenzale diffuso in animali domestici o selvatici provoca casi di infezione negli uomini. Questa situazione è considerata una potenziale minaccia pandemica.
Fase 3: il virus influenzale animale o un virus riassortito umano-animale provoca casi sporadici di malattia tra gli uomini. Non ci sono prove di una capacità di trasmissione da uomo a uomo tale da sostenere epidemie. Possono verificarsi casi limitati di trasmissione inter-umana solo in alcune circostanze (per esempio, in caso di stretto contatto tra una persona infetta e un operatore sanitario che non adotta le opportune misure di protezione). Questo non significa automaticamente che il virus abbia raggiunto il livello di trasmissibilità tra gli uomini necessario a provocare una pandemia.
Fase 5: è appurata la diffusione interumana del virus in almeno due Paesi di una delle Regioni Oms. In questa fase la maggior parte dei Paesi non è stata ancora colpita. La pandemia è imminente e c'è ormai poco tempo per organizzare misure di contenimento .
Fase 6: è la fase pandemica propriamente detta. È caratterizzata dalla presenza di epidemie nella popolazione in almeno un altro Paese di una diversa Regione Oms. Il raggiungimento della fase 6 significa che è in corso una pandemia globale. Durante il periodo immediatamente successivo al picco, nella maggior parte dei Paesi dotati di adeguati sistemi di sorveglianza i livelli di influenza scendono e l’attività della pandemia inizia a calare. Potrebbero verificarsi nuove ondate e i Paesi devono essere pronti a fronteggiare una seconda ondata pandemica come è già accaduto in passato.
Nella fase post-pandemica, l’attività dell’influenza ritorna a livelli normali: ci si aspetta che il virus si comporti come un normale virus dell’influenza , anche se bisogna mantenere i livelli di sorveglianza.
Fase 1: i virus influenzali circolano continuamente tra gli animali, soprattutto negli uccelli e non si riscontrano infezioni per l'uomo .
Fase 2: il virus influenzale diffuso in animali domestici o selvatici provoca casi di infezione negli uomini. Questa situazione è considerata una potenziale minaccia pandemica.
Fase 3: il virus influenzale animale o un virus riassortito umano-animale provoca casi sporadici di malattia tra gli uomini. Non ci sono prove di una capacità di trasmissione da uomo a uomo tale da sostenere epidemie. Possono verificarsi casi limitati di trasmissione inter-umana solo in alcune circostanze (per esempio, in caso di stretto contatto tra una persona infetta e un operatore sanitario che non adotta le opportune misure di protezione). Questo non significa automaticamente che il virus abbia raggiunto il livello di trasmissibilità tra gli uomini necessario a provocare una pandemia.
Fase 4: è provata la trasmissione da uomo a uomo di un virus influenzale animale o un virus riassortito umano-animale, capace di causare diffuse epidemie nella popolazione. Si tratta di un passaggio fondamentale. Quando un Paese sospetta o registra casi del genere deve consultarsi immediatamente con l’Oms e mettere in campo tutte le misure necessarie per contenere rapidamente la pandemia. Nella fase 4 aumenta in modo significativo il rischio pandemico, anche se non si tratta di una conclusione scontata.
Fase 5: è appurata la diffusione interumana del virus in almeno due Paesi di una delle Regioni Oms. In questa fase la maggior parte dei Paesi non è stata ancora colpita. La pandemia è imminente e c'è ormai poco tempo per organizzare misure di contenimento .
Fase 6: è la fase pandemica propriamente detta. È caratterizzata dalla presenza di epidemie nella popolazione in almeno un altro Paese di una diversa Regione Oms. Il raggiungimento della fase 6 significa che è in corso una pandemia globale. Durante il periodo immediatamente successivo al picco, nella maggior parte dei Paesi dotati di adeguati sistemi di sorveglianza i livelli di influenza scendono e l’attività della pandemia inizia a calare. Potrebbero verificarsi nuove ondate e i Paesi devono essere pronti a fronteggiare una seconda ondata pandemica come è già accaduto in passato.
Nella fase post-pandemica, l’attività dell’influenza ritorna a livelli normali: ci si aspetta che il virus si comporti come un normale virus dell’influenza , anche se bisogna mantenere i livelli di sorveglianza.
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