TROPPO VARIABILE E POCO CONTROLLATA LA SCADENZA DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Un gruppo di studio della Commissione Europea ha realizzato
un documento sui criteri microbiologici per definire la scadenza dei cibi
pronti come affettati, dessert, insalate e macedonie fresche, formaggi non
stagionati, tramezzini e merendine refrigerate che i tecnici chiamano alimenti pronti per il consumo (RTE). Nella lista troviamo
anche le
insalate pronte, i piatti cotti refrigerati confezionati, i frullati di frutta
fresca e altri come il carpaccio, il sushi, il salmone affumicato. La questione
è importante perché le
regole europee sulla durata dei prodotti risalgono a 31 anni fa, e la situazione
oggi è un po’ cambiata. Adesso la scadenza viene decisa dal produttore in base a
cinque parametri: qualità della materia prima, ingredienti, metodo di
lavorazione, packaging e modalità di conservazione, mentre per: latte fresco,
le uova e il prosciutto cotto affettato di
alta qualità l’intervallo è stabilito dal legislatore .
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PRODOTTI CON SCADENZA FISSATA PER LEGGE |
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Latte fresco pastorizzato |
6
giorni |
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Latte fresco crudo |
3
giorni |
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Uova
fresche |
28
giorni |
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Prosciutto
cotto a fette di “alta qualità” |
30 giorni |
Questa libertà di scelta crea qualche differenza
tra gli alimenti apparentemente uguali. Per esempio la vaschetta di
“ravioli di ricotta freschi” può scadere dopo due mesi, se il confezionamento viene fatto in
un’area sterile dell’azienda che ripropone condizioni simili a quella di una sa
una sala operatoria, se l’aria dello stabilimento viene filtrata per evitare
contaminazioni e se la temperatura di conservazione lungo la filiera oscilla
tra 5 e 6° C.
La scadenza è infatti il risultato di un equilibrio molto articolato, per cui se si aumenta la temperatura di conservazione dei ravioli di 3-4°C durante la commercializzazione la durata si ridurre di un mese.
Un altro esempio riguarda la carne fresca confezionata sottovuoto
importata dall’Argentina che, grazie ad un metodo di lavorazione molto accurato
basato su basse temperature e particolari accorgimenti igienici, si conserva
tre mesi. Le buste di insalata pronta si mantengono una settimana, ma il
lavaggio deve essere fatto con cura, la temperatura durante la lavorazione deve
varare tra 10 e 12°C , mentre lungo la filiera il sacchetto va tenuto ad una
temperatura prossima a + 4° C. I consumatori
non conoscono questi particolari e spesso si chiedono se l’intervallo è
corretto.
La realtà è però molto variegata per cui ci sono aziende che utilizzano tecnologie innovative per prolungare la durata, e altre che per evitare l’onere finanziario di ritirare i prodotti scaduti dagli scaffali e di smaltirli, possono indicare una conservabilità maggiore.
ARRIVANO NUOVE NORME
L’Unione Europea ha elaborato nuove linee guida molto dettagliate per valutare la scadenza per gli alimenti pronti per il consumo (RTE), prendendo come riferimento la Listeria monocytogenes, un microrganismo in grado di riprodursi in frigorifero e di provocare serie patologie all’uomo.
Adesso le imprese alimentari devono condurre studi molto accurati
sulla scadenza degli alimenti per verificare la presenza di Listeria e fissare
un intervallo preciso sulla base dei risultati ottenuti. La questione è
delicata, perché le imprese quando fanno le prove tendono a non considerare che
durante la commercializzazione e anche quando il
prodotto rimane nel frigorifero di
casa la catena del freddo si interrompe
spesso.
Il punto
critico riguarda proprio queste interruzioni che oggi è possibile monitorare con diversi sistemi: imballaggi
intelligenti, indicatori tempo-temperatura e strumenti di termoregistrazione
anche satellitari. L’Unione Europea ha raccolto
informazioni presso gli Stati membri e alcuni paesi come la Gran
Bretagna e la Grecia hanno fornito dati e studi per dimostrare l’efficienza del
sistema distributivo. Altri come l’Italia non hanno presentato una documentazione adeguata perché i controlli
non vengono fatti in modo sistematico, e mancano informazioni sulle temperature
del prodotto nel tragitto dall’azienda al frigorifero del consumatore.
Bruxelles sostiene che l’Italia non è in grado di garantire una catena del
freddo adeguata, quindi ritiene che la durata teorica stabilita in laboratorio dalle
aziende debba essere ridotta d’ufficio di un terzo.
Le conseguenze potrebbero essere che prodotti come yogurt,
mozzarelle, ricotte, affettati, insalate …… dovrebbero ridurre di un terzo la
durata di comemstibilità . In Italia le poche ricerche realizzate sulla
temperatura delle filiere risalgono a qualche anno fa, ed erano firmate da
Marco Riva del Distam di Milano.
Gli studi focalizzavano l’attenzione sulle
temperature elevate nei frigoriferi dei punti vendita. La situazione più
critica riguardava i frigoriferi domestici che, non avendo termometri in
dotazione, spesso sono tarati a 7/8 °C all’insaputa del consumatore. Il discorso della Listeria non si applica
ai i pochi alimenti freschi che per ragioni fisiche
o chimiche non permettono al batterio di crescere. In questi casi la scadenza è
fissata valutando soprattutto le
modifiche organolettiche e sensoriali
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PRODOTTI CHE PER LEGGE NON DEVONO
AVERE SCADENZA | ||||
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Aceto | ||||
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Vino | ||||
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Superalcolici
e liquori col almeno il 10% di alcol | ||||
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Sale | ||||
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Zucchero
e caramelle composte solo da zuccheri | ||||
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Gomme
da masticare | ||||
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Gelati confezionati monodose venduti al bar |
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PRODOTTI CON SCADENZA VARIABILE IN FUNZIONE DELL’IMBALLAGGIO |
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Confezione
standard (giorni di scadenza ) |
Confezione
in atmosfera modificata (giorni di scadenza) |
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Pesce fresco (*) |
2-4 |
6-7 |
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Pasta
fresca |
5-6 |
30 |
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Hamburger
crudo |
1-2 |
10-15 |
|
Frutta
fresca sbucciata |
1-2 |
5-7 |
|
Prosciutto
cotto |
2-3 |
20-25 |
|
Prosciutto
crudo |
2-4 |
30-40 |
|
Coppa e
pancetta |
2-4 |
40-45 |
(*) ci possono essere variazioni
considerevoli in relazione alla
specie e al metodo di cattura
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PRODOTTI CHE POSSONO PROLUNGARE LA SCADENZA MODIFICANDO LA
TEMPERATURA DI CONSERVAZIONE |
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Insalata
pronta confezionata |
2-3
giorni a 12°C |
sino a
10 giorni a +4°C |
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Burro
125/250 g |
70
giorni a +10°C |
100
giorni a +4°C |
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Pesce
fresco (*) |
2-4
giorni a 4°C |
5-6
giorni a 0°/ +2°C |
(*) ci possono essere variazioni
considerevoli in relazione alla specie e
al metodo di cattura
Fonte : nostra elaborazione
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