In Francia il dibattito sulla sicurezza delle nanoparticelle è pubblico. Sì avete capito bene, la discussione è iniziata il 15 ottobre e finirà tra quattro mesi. Così ha stabilito la Commissione nazionale del
dibattito pubblico (Cndp) che prima di prendere decisioni importanti sull'argomento vuole sapere cosa pensano i cittadini. L'impostazione è innovativa perchè solo il 5% dei francesi sa cosa sono le nanoparticelle, mentre gli aspetti collegati sono di interesse generale come: lo stanziamento di
fondi per la ricerca, la protezione dei
lavoratori delle aziende, lo smaltimento dei prodotti con
nanoparticelle alla fine del ciclo di vita e il livello di rischio per le persone che utilizzano prodotti con nanocomposti. Questa nuova forma di democrazia partecipativa prevede il coinvolgimento degli addetti ai lavori, oltre 17 incontri
regionali, e un sito internet per ascoltare i cittadini. E' vero che le nanoparticelle sono
già presenti da tempo nel settore cosmetico, informatico e medicale, ma il
mercato è destinato ad ampliarsi, e la decisione di stabilire alcune regole è matura. Anche in Europa è prevista l’adozione di un regolamento entro 2012, visto che le nanoparticelle sfuggono alle
norme del Reach sulle sostanze
tossiche. Il problema vero è la presenza di pochi studi sull'argomento, soprattutto di quelli collegati all'ambiente, mentre il mercato si sta ampliando in modo esponenziale.
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