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USA: CONSUMER REPORT DENUNCIA PRESENZA DI BISFENOLO A NEGLI ALIMENTI-IL GRAVE PROBLEMA DEGLI INTERFERENTI ENDOCRINI TORNA ALLA RIBALTA

SONO ANCORA TROPPI GLI INTERROGATIVI NON RISOLTI PER QUESTE SOSTANZE TOSSICHE

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La rivista di consumatori americana Consumer Reports ha fatto analizzare in  laboratorio alcuni alimenti confezionati per verificare la presenza di  Bisfenolo A (BFA), una sostanza tossica classificata come interferente endocrino. In quasi tutti i 19 prodotti  (succhi di frutta, verdure in scatola, tonno, carne in scatola, conserve, pelati, zuppe, piatti pronti) è stata riscontrata la presenza del BPA. Le linee guida consigliano un’esposizione giornaliera di 50 microgrammi di BPA per kg di peso corporeo, ma si tratta di un valore degli anni 80. Oggi numerosi studi indicano una soglia di pericolo a livelli inferiori. 
ll bisfenolo A  è uno dei principali additivi utilizzati nella plastica. E' classificato  come interferente endocrino e si trova  nelle resine epossifenoliche, impiegate nel rivestimento interno delle scatolette per alimenti e bibite, dei coperchi in metallo degli omogeneizzati di barattoli e bottiglie di vetro,  nei serbatoi domestici dell’acqua potabile e nei tini per il vino. Considerato soprattutto una sostanza estrogenica, ma con possibili effetti anche sulla tiroide, gli studi di laboratorio e recenti ricerche sull’uomo associano un’elevata esposizione con rischi di abortività, alterato sviluppo fetale con ricadute a lungo termine sulla salute (infertilità, sistema nervoso).

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La regolamentazione del bisfenolo A è tuttora sotto esame; nella sua opinione del 2006 l’EFSA raccomanda come assunzione massima tollerabile 50 microgrammi per kg di peso al giorno (cioè 0,30 mg per un bambino di 6 kg e 3 mg per un soggetto di 60 kg). Tuttavia questi valori potrebbero essere rivisti alla luce di nuovi studi. L’auspicio del mondo scientifico è che queste ricerche siano lo spunto  per rivedere i limiti massimi di residui (LMR) ammessi in modo da tutelare la salute di bambini e neonati in quanto più suscettibili degli adulti.
Da qualche anno la comunità scientifica sollecita una regolamentazione più severa per gli interferenti endocrini (IE). La gente conosce poco queste sostanze ormai presenti in diversi alimenti e considerati contaminanti ubiquitari. La lista degli IE purtroppo è lunga e comprende, oltre al Bisfenolo A, le  famose diossine,  anche i ritardanti di fiamma utilizzati in apparecchiature elettroniche, nei tessuti di arredo, nelle tappezzerie.

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«Il problema è serio – sottolinea Alberto Mantovani tossicologo
dell’Istituto Superiore di Sanità  ritratto nella foto a fianco - perché i ritardanti di fiamma sono diffusissimi, ma non esistono limiti per gli alimenti. Si tratta di sostanze poco biodegradabili che, disperdendosi nell’acqua e nel terreno  si  accumulano nel grasso degli animali, e finiscono inevitabilmente nella catena alimentare, col risultato di essere  ingeriti dall’uomo attraverso latte, carne, pesce…. Negli Stati Uniti le autorità sanitarie  ritengono  il Bisfenolo A una sostanza il cui uso va ridotto perché provoca rischi per il feto.

Il sito Galileonet.it segnala un recente studio comparso sulla rivista Human Reproduction, da cui emerge che un'esposizione al bisfenolo-A (Bpa), aumenta i rischi di impotenza per gli uomini. L'indagine è stata  condotta  su 230 operai cinesi impiegati nel settore della plastica a Shanghai e su un campione controllo di 404 lavoratori di altri settori ma concittadini. La ricerca mostra che i dipendenti delle fabbriche di Bpa sono quattro volte più soggetti a disfunzione erettile e calo del desiderio sessuale - e sette volte più portati ad avere difficoltà di eiaculazione - rispetto agli altri. Sebbene non si possano escludere co-fattori, va sottolineato che i livelli di esposizione dei lavoratori cinesi delle fabbriche di Bpa sono 50 volte superiori a quelli medi cui è esposta la popolazione di Shanghai.

Foto alimenti : Flckr cc

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