“La resistenza agli antibiotici è una della
maggiori minacce alla salute pubblica nell’Unione europea. La principale causa
di resistenza agli antibiotici negli esseri umani è il ricorso ad antibiotici
in medicina umana in modo scorretto ed eccessivo. Se si continua così sarà sempre più complicato
curare le malattie infettive gravi”. E’ questo il messaggio presente nel documento “Joint
Opinion on antimicrobial resistance (Amr) focused on zoonotic infections”, redatto dai quattro centri di ricerca europei : il Centro europeo per la prevenzione e
il controllo delle malattie (Ecdc), l’Autorità europea per la sicurezza
alimentare (Efsa), l’Agenzia europea per i medicinali (Emea) e il Comitato
scientifico sui rischi per la salute emergenti e recentemente identificati
(Scenihr). Il documento esamina la resistenza agli antibiotici
nel trattamento delle infezioni da Salmonella e Campylobacter ritenute le più segnalate in Europa. Gli esperti ritengono che le cause siano
molteplici e ricordano l’eccessivo
ricorso agli antibiotici e l'uso di disinfettanti, antisettici e
conservanti. Secondo l’Efsa la resistenza all’acido nalidixico della
Salmonella enteritidis è cresciuta dal 2005 al 2006 dal 13% al 15%. Per quanto
riguarda il Campylobacter nel 2005
in Europa il 37% dei casi di infezione umana da Campylobacter jejuni e il 48%
dei casi da Campylobacter coli sono risultati resistenti a ciprofloxacina. Purtroppo
nel 2006 le percentuali sono cresciute rispettivamente al 44% e al 58%. Per
combattere l’antibioticoresistenza bisogna rafforzare la
sorveglianza, favorire la ricerca di nuovi farmaci e adottare strategie di
prevenzione efficaci. Le infezioni di origine alimentare causate da questi batteri
spesso sono dovute alla contaminazione durante il ciclo di macellazione degli
animali e alla manipolazione nella filiera . Gli esperti raccomandano
l'uso prudente degli antibiotici negli animali e l’educazione di veterinari.
Foto : Flickr cc
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
Scrivi un commento