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PADELLE ANTIADERENTI: POCO CHIARO E UN PO' CONFUSO L'ARTICOLO SUL CORRIERE.IT

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L'articolo sulla padelle antiaderenti del Corriere.it nella sezione  Sportello cancro è un po' impreciso e lancia  sospetti che è bene chiarire.  Il titolo è:

Tiroide: il reale rischio  delle pentole antiaderenti

Una sostanza, già bandita, utilizzata nella fabbricazione del teflon, oggetto di nuovi studi. Ma il modo per proteggersi esiste già: usare le padelle come si deve

L'articolo coclude dicendo  «Il Pfoa  ( una sostanza chimica giustamente posta sotto accusa  ndr.) è una sostanza che diventa instabile e può sprigionarsi ad alte temperature – spiega Pastore – per cui l’unica avvertenza davvero importante è quella di usare i tegami in teflon correttamente: non bisogna mai cucinare con padelle graffiate, che vanno buttate. E sarebbe meglio evitare di usare le antiaderenti per cotture a elevate temperature, tipo griglia».


La verità  è che il Pfoa non si usa più da almeno due anni nelle padelle e quindi non c'è, lo abbiamo detto più volte in questo blog.  In ogni caso il Pfoa si dovrebbe trovare nello strato antiaderente superficiale, che  nelle pentole graffiate è ormai scomparso. L’utilizzo di padelle spelacchiate è sconsigliabile  perché il cibo si attacca al fondo. Va altresì chiarito che non esistono  problemi di tossicità per il materiale dello strato sottostante perché le particelle che eventualmente finiscono nel cibo, sono di materiale inerte.

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