1 lettino solare su 7 supera il livello di emissioni massime
ammissibile. E’ quanto emerge da un'indagine pubblicata oggi dalla Commissione Europea che ha visitato nel periodo compreso tra settembre 2008 e settembre 2009, 300
centri estetici 500 lettini solari di 10 Paesi europei (l'Italia non figura nell'elenco per il momento ma verrà presto inclusa) . I problemi principali riguardano
il superamento dei limiti di
radiazioni UV, la scarsa informazione e l’accesso ai minori.
«L’uso delle lampade – precisa Piergiacomo Calzavara-Pinton
direttore della clinica dermatologica dell’Università di Brescia -
va sconsigliato a tutte le persone considerate ad alto rischio nei confronti
dei tumori della pelle. Le categorie comprendono soggetti con la pelle chiara
(fototipo I e II), i giovani con meno di 18 anni, le persone che hanno molti
nei o che tendono a diventare lentigginose, i giovani con un’infanzia
caratterizzata da frequenti scottature solari, i soggetti che usano farmaci
topici o sistemici o hanno dermatosi foto indotte. Anche gli uomini e le donne
con un invecchiamento precoce della pelle dovrebbero assolutamente evitare
l’esposizione». Purtroppo secondo la normativa attuale anche soggetti con
lesioni cutanee maligne o pre-maligne possono tranquillamente entrare nei solarium.
La posizione di Calzavara Pinton è molto drastica quando sostiene che sarebbe
il caso di richiedere una visita specialistica preventiva alle persone che
stipulano un abbonamento per diverse sedute presso un solarium.
Un’inchiesta
condotta in 50 centri abbronzatura situati in otto città e pubblicata sul
numero di dicembre 2009 di Test salute
edita da Altroconsumo, conferma queste perplessità. I volontari
andati nei vari solarium erano tutti rigorosamente con la pelle chiara e hanno
seguito uno schema concordato (dichiarare di essere alla prima seduta, di
prendere la pillola e fare domande precise sulle precauzioni e sui
problemi correlati all’esposizione).
Foto:Flickr
cc
L’esito dell’inchiesta è poco entusiasmante. Solo sette centri
hanno chiesto se la persona era soggetta a scottature o eritemi.
Otto hanno chiesto se venivano utilizzati farmaci fotosensibilizzanti, per
evitare la formazione di macchie scure sulla pelle dopo l’esposizione,
mentre solo due hanno invitato a togliere il trucco. Un altro
elemento preoccupante riguarda gli occhialini protettivi che nel 44% dei casi
non sono stati forniti spontaneamente. Solo otto centri hanno sconsigliato di fare la
seduta dopo che le ragazze hanno precisato di assumere la pillola anticoncezionale.
Nessun centro ha consegnato una nota informativa con
l’elenco delle controindicazioni come previsto dalle norme regionali del
Piemonte. Di solito le note informative sui farmaci e sulle controindicazioni
sono riportate su un cartello esposto a fianco delle cabine. Queste
carenze sono probabilmente correlate all’assenza di controlli sistematici da
parte delle Asl, per questo manca un elenco completo delle caratteristiche
tecniche degli apparecchi ammissibili nei centri e non ci sono dati
epidemiologici sull’incremento dei tumori della pelle in relazione ai cicli di
abbronzatura artificiale.
Il bilancio è complessivamente disastroso per questo la rivista assegna un giudizio positivo solo ad un solarium di Milano e ad uno di Palermo.
Purtroppo la legge italiana che regolamenta i centri abbronzatura
è in vigore da 20 anni, ma non è mai entrata in vigore mancando il regolamento
di attuazione sulla professionalità degli operatori e sulla gestione delle
apparecchiature. Il Piemonte è l’unica regione che ha emanato un «regolamento
sull’attività di solarium» nel 2003, con sanzioni severe compresa la chiusura
dell’esercizio. I dati dei
controlli svolti dalle Asl piemontesi, nel 2007, in 761 centri estetici (dotati
oltre che di solarium anche di apparecchiature laser, elettrostimolatori
muscolari e apparecchi per la ionoforesi estetica) hanno scovato ben 209
infrazioni. I problemi maggiori: l’assenza di manuale d’uso per le lampade
abbronzanti, la mancata indicazione sull’apparecchio del tipo di raggi UV (UBA
o UVB), oltre alla presenza di strumenti elettrici fuori norma e di ambienti ed
impianti inadeguati.
Le conclusioni
sono tutte in negativo e sono troppe le lampade affidate a personale non
preparato. C’è poi un grosso interrogativo a cui gli organi istituzionali
dovrebbero rispondere: perché non si vieta l’uso delle lampade ai minori, a
tutti i soggetti a rischio e non si impedisce la vendita di lampade che
emettono raggi UVA di potenza elevata?
PRECAUZIONI
DA ADOTTARE NEI CENTRI ABBRONZATURA E LE CONTROINDICZIONI MEDICHE .
* Usare sempre gli occhialini protettivi a disposizione Verificare prima della seduta il fototipo del cliente e rispettare i tempi di esposizione forniti dal costruttore per quel tipo di pelle
* Non fare più di dieci sedute l’anno e non superare la soglia di esposizione dei 15 kJ/metroquadrato Quando il cliente ha una carnagione molto chiara, presenta segni visibili di malattie della pelle o ha molti nei, consiglia la visita da un dermatologo prima della seduta.* Non esporsi quando si assumono farmaci fotosensibilizzanti (possono provocare macchie sulla pelle) Informa il cliente sugli effetti nocivi (per esempio l’incremento del fotoinvecchiamento)
* Rimuovere i cosmetici sul corpo e non usare creme protettive per il sole durante la seduta Consegna la prima volta una scheda individuale dove viene indicato, la dose massima di esposizione e la durata delle singole esposizioni (con i valori annuali da non superare)
* Fare passare almeno 48 ore tra la prima e la seconda seduta Vieta l’ingresso ai minori di 18 anni e alle donne incinte* Non prendere il sole e sottoporsi alla tintarella artificiale nel corso della stessa giornata Controlla se vengono rispettati i tempi di esposizione previsti, fa rispettare gli intervalli tra una seduta e l’altra e verifica la distanza del soggetto dalle lampade
* Non fare arrossare la pelle ed evitare assolutamente la colorazione rosso-bruciato a fine seduta Opera in locali idonei da un punto di vista logistico e igienico sanitario
* In caso di arrossamenti anomali consultare un medico. Se la pelle risulta disidratata spalmare creme emollienti Predispone a fianco di ogni apparecchiatura una scheda ben visibile con le precauzioni da seguire
Questo schema riporta le controindicazioni predisposte da un gruppo di lavoro composto da medici dermatologi, oculisti…e destinato ad essere inserito nel istituito alcuni anni fa dalla Direzione Sanità Pubblica per la stesura del regolamento di attuazione per i centri estetici. Il regolamento non è mai entrato in vigore ma le precauzione restano comunque valide.
CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE
* Gravidanza, allattamento
* Pregresso carcinoma cutaneo
* Pregressa esposizione a radiazioni ionizzanti
* Presenza di cheratosi attiniche
* Trattamento immunosoppressivo in corso
* Porfiria
* Cardiopatia severa: insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa;
* Pregresso melanoma;
* Lupus eritematoso sistemico;
* Lupus eritematoso cronico cutaneo;
* Dermatomiosite;
* Malattie rare:sindrome del nevo basocellulare; sindrome dei nevi displastici familiari; malattie con deficit del DNA repair system (xeroterma pigmentosum, tricodistrofia, sindrome di Bloom, sindrome di Cockayne).
* Cataratta
* Pemfigo e pemfigoide
* Fototipo I
* Fotosensibilità cutanea
* Trattamento in corso con farmaci fotosensibilizzanti
* Trattamento in corso con ciclosporina
* Insufficienza epatica o renale
* Lesioni melaniche della congiuntiva, della caruncola o della sclera
* Pterigio o pinguecola
* Recidiva di ulcere corneali tipo erpetico o di cheratiti puntate superficiali ricorrenti
* Presenza di cataratta congenita o di forme iniziali o comunque opacità dei mezzi diottrici
* Degenerazioni retiniche maculari, lesioni melaniche della retina, coroiditi sierose centrali ricorrenti
* Si impone particolare attenzione ai soggetti portatori di lenti a contatto, soggetti con sospetto e/o conclamata Sindrome di Sjogren, nei pazienti con Morbo di Baedow, soggetti pseudofachici.
© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore - Milano 12 febbraio 2010
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Claudia M. 21/nov/2010 13:41:01
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