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STOP ALLA MORIA DI API. GLI ALVEARI SI RIPOPOLANO DOPO IL DIVIETO DI NEONICOTINOIDI NEL MAIS - RAPPORTO CRA -UNIVERSITA'

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 Foto: Flickr cc http://farm1.static.flickr.com/210/519742656_0b2323bc8e.jpg

La moria di api che nel 2008 ha dimezzato la popolazione degli alveari in Italia, si è interrotta. Il risultato è collegato alla decisione di  vietare l’uso di insetticidi neonicotinoidi nella concia dei semi di mais, stabilita dal ministero dell’Agricoltura. Secondo i primi  risultati ottenuti dalla rete di monitoraggio Apenet, nel  2009 sono stati registrati 3 casi di moria di api rispetto ai 185 del 2008.

Le conclusioni a cui sono giunti gli  esperti dopo questa prima fase del lavoro (che continuerà quest’anno) sono chiare:

* è stata confermata la tossicità dei principi attivi nicotinoidi usati nella concia del seme di mais nei confronti delle api.

* la quantità di principio attivo distribuita sul terreno durante la semina del mais, anche se risulta al di sotto della soglia letale per le api, è in grado di provocare un danno ai processi d’apprendimento e memoria degli insetti, o sul sistema immunitario.

Le ipotesi di azione degli insetticidi sono diverse. Un lavoro firmato da una decina di esperti (docenti dell’università di Padova, Bologna, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale  delle Venezie, del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) individua nelle gocce di guttazione della pianta una nuova possibile via di intossicazione. Si tratta di piccole goccioline di linfa sulle foglie del mais trattato che possono contenere quantità di insetticida letali per gli insetti. Altre ipotesi accreditate ipotizzano tra le concause il polline, il nettare o la rugiada anche se  la  concentrazione  di insetticida risulta un pò troppo debole. Questa ambiguità ha lasciato ampio  spazio alle multinazionali produttrici delle sostanze chimiche  per cercare di assolvere i loro prodotti. Anche le polveri che accompagna la semina del mais e si mescolano alla rugiada sono state indicate come concausa del fenomeno.

 Gli studi ancora in corso dell’Università di Padova sulla particelle più microscopiche delle polveri che si sviluppano durante la semina del mais conciato, sembrano però indicare nelle particelle più piccole la  principale causa di intossicazione acuta.

 L’amara considerazione dell’intera vicenda è l’atteggiamento delle tre multinazionali chimiche (Basf, Bayer e Syngenta) che hanno addirittura inviato un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del Ministero della Salute di vietare in via cautelativa l’impiego di antiparassitari neoicotinoidi. Il Tar del  Lazio ha però respinto   il ricorso.  L’altro aspetto inquietante è che gli insetticidi  non hanno decimato solo  gli alveari  Italiani ma anche quelli situati   in Francia e in altri paesi europei. Attaulamente il loro uso è  vietato anche in Germania , mentre la Franca ne ha vietato solo uno.

© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore

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