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La
moria di api che nel 2008 ha dimezzato la popolazione degli alveari in Italia,
si è interrotta. Il risultato è collegato alla decisione di vietare l’uso di insetticidi
neonicotinoidi nella concia dei semi di mais, stabilita dal ministero
dell’Agricoltura. Secondo i primi
risultati ottenuti dalla rete di monitoraggio Apenet, nel 2009 sono stati registrati 3 casi di
moria di api rispetto ai 185 del 2008.
Le
conclusioni a cui sono giunti gli
esperti dopo questa prima fase del lavoro (che continuerà quest’anno)
sono chiare:
*
è stata confermata la tossicità dei principi attivi nicotinoidi usati nella
concia del seme di mais nei confronti delle api.
*
la quantità di principio attivo distribuita sul terreno durante la semina del
mais, anche se risulta al di sotto della soglia letale per le api, è in grado
di provocare un danno ai processi d’apprendimento e memoria degli insetti, o
sul sistema immunitario.
Le
ipotesi di azione degli insetticidi sono diverse. Un lavoro firmato da una
decina di esperti (docenti dell’università di Padova, Bologna, dell’Istituto
zooprofilattico sperimentale delle
Venezie, del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura)
individua nelle gocce di guttazione della pianta una nuova possibile via di
intossicazione. Si tratta di piccole goccioline di linfa sulle foglie del mais
trattato che possono contenere quantità di insetticida letali per gli insetti. Altre ipotesi accreditate ipotizzano tra le concause il
polline, il nettare o la rugiada anche se
la concentrazione di insetticida risulta un pò troppo debole.
Questa ambiguità ha lasciato ampio
spazio alle multinazionali produttrici delle sostanze chimiche per cercare di assolvere i loro prodotti.
Gli studi ancora in
corso dell’Università di Padova sulla particelle più microscopiche delle polveri
che si sviluppano durante la semina del mais conciato, sembrano però indicare nelle
particelle più piccole la
principale causa di intossicazione acuta.
L’amara considerazione dell’intera
vicenda è l’atteggiamento delle tre multinazionali chimiche (Basf, Bayer e
Syngenta) che hanno addirittura inviato un ricorso al Tar del Lazio contro la
decisione del Ministero della Salute di vietare in via cautelativa l’impiego di
antiparassitari neoicotinoidi. Il Tar del
Lazio ha però respinto il
ricorso.
© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore
CATEGORIE: ecologia
TAGS: API, BASF, BAYER, CRA, ISTITUTO ZOOPROFILATTICO VENNEZIE, MAIS, MORIA D'API, NEONICOTINOIDI, SYNGENTA, UNIVERSITA BOLOGNA, UNIVERSITA PADOVA
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