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Questa
storia Americana è molto interessante perché racconta di un’azienda alimentare irresponsabile,
e di altre 153 che pur essendo
danneggiate seguono un percorso esemplare.
La cronaca racconta di un’azienda
(la Basic Food Flavors produttrice di Proteine vegetali idrolizzate HVP
del Nevada) che all’inizio di gennaio scopre una contaminazione
di Salmonelle nelle proteine. La società fa accertamenti e coinvolge anche
la Food and Drug Administration che conferma l’esistenza di una contaminazione grave
e redige un rapporto il 21 gennaio. Le proteine vegetali idrolizzate HVP (estratte
dai semi di soia) si usano in piccola percentuale in numerosissimi cibi
industriali come patatine, zuppe, salse ecc.
La Basic Food Flavors nonostante questi riscontri avvisa i
propri clienti solo il 25 febbraio 8 un mese dopo ) dicendo che tutte le partite di HVP prodotte dopo
il 17 settembre 2009 sono contaminate. L’aspetto inquietante
segnalato dal Wall Street Journal il 9 marzo e dal Washington Post il 10 marzo è che l’impresa conosceva il
problema dal 21 gennaio (come dimostra un rapporto della FDA ) ma ha continuato
a produrre e vendere idrolizzati proteici inquinati fino al 25 febbraio ! Questa
segnalazione ha scatenato un vero e proprio Tsunami sul mercato americano, coinvolgendo sino ad ora 153 aziende americane e canadesi, che nel
mese di marzo hanno dovuto ritirare i prodotti coinvolti. Niente si
sa delle imprese messicane, europee e dell’america del sud che inportano proteine di soia idrolizzate dalla
Basic Food Flavors.
La FDA americana sino ad ora non ha
riscontrato casi di tossinfezioni, anche perché la presenza di Proteine
vegetali negli alimenti è in genere ridotta. Nonostante ciò l’autorità sanitaria
ha deciso il ritiro in via precauzionale, invitando tutte le aziende che hanno
utilizzato le proteine come ingredienti ad avviare campagne di richiamo. L’effetto Tsunami è stato immediato .
La lista delle aziende interessate è riportata sul sito della FDA, e anche sul sito della blogger inglese esperta di questi problemi Phyllis Entis. Se per alcune aziende si tratta di lotti minimi, per altre il ritiro riguarda tonnellate di alimenti. L’aspetto da imitare in questa vicenda è quello delle 153 aziende che sino a ieri (11 marzo) hanno risposto all’invito della FDA inviando un report completo che viene pubblicato sul sito internet. Perchè in Italia non si fa così?
© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore
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TAGS: Basic Food Flavors, CAMPAGNE DI RICHIAMO, FDA, PROTEINE SOIA IDROLIZZATE, RECALL FOOD, SALMONELLA, SICUREZZA ALIMENTARE
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