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PROVE DI MANTELLO INVISIBILE- DA HARRY POTTER ALL’ISTITUTO DI TECNOLOGIA DI KARLSRUHE

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Questa notizia è ripresa dal sito di Cordis  e mi sembra interessante  per il collegamento inevitabile tra la finzione del film di Harry Potter  e la realtà molto più limitata di un istituto di riceca tedesco e inglese che hanno ricevuto 1,43 milioni di euro  per studiare  "il mantello invisibile." La ricerca rientra 
nel programma comunitario per le tecnologie future ed emergenti (FET –
Future and Emerging Technologies), nell'ambito della tematica
"Tecnologie dell'informazione e della comunicazione" (TIC) del Settimo
programma quadro (7° PQ). Il
primo mantello dell'invisibilità tridimensionale (3D) e servito  per nascondere una piccola protuberanza su una superficie
d'oro. I risultati ottenuti rappresentano un importante passo avanti
nella "Transformation Optics", ovvero nel settore che impiega un
particolare tipo di materiali detti "metamateriali" per orientare e
controllare la luce in modo nuovo.

In un articolo pubblicato sull'edizione online di Science,
scienziati dell'Istituto di tecnologia di Karlsruhe (KIT), in Germania, e
dell'Imperial College London, nel Regno Unito, spiegano il
funzionamento di questo mantello dell'invisibilità. L'UE ha supportato
questa ricerca nell'ambito del progetto triennale PHOME ("Photonic
metamaterials").
I precedenti mantelli dell'invisibilità funzionavano solo a livello
bidimensionale: l'oggetto coperto era, infatti, invisibile se
l'osservatore cercava di vederlo dall'alto, ma diventava visibile se
guardato di lato, per esempio. Questo studio è il primo a creare un
dispositivo che rende un oggetto invisibile in 3D.

"Le strutture di questo tipo hanno sempre affascinato l'umanità e
siamo i primi a mostrare oggi che quanto è già stato possibile
realizzare in due dimensioni oggi può essere esteso alla terza
dimensione", ha commentato l'autore principale dell'articolo, il dottor
Tolga Ergin del KIT, durante un podcast sul sito web di Science.

Il mantello è costituito di minuscoli fili di appena un centinaio di
nanometri in senso longitudinale assemblati in una struttura simile a
una catasta di legna. I fili sono sistemati in modo tale da deflettere
parzialmente le onde luminose.
L'equipe ha utilizzato il nuovo dispositivo per nascondere una
minuscola protuberanza su una superficie d'oro. "Supponiamo di avere uno
specchio e che su questo specchio ci sia una piccola protuberanza", ha
spiegato il dottor Ergin. È possibile nascondere qualcosa sotto la
protuberanza, ma questa sarebbe ancora visibile poiché l'immagine nello
specchio sarebbe deformata. "Abbiamo semplicemente posizionato la nostra
struttura sopra la protuberanza in modo che lo specchio appaia
nuovamente piano. In questo modo non è possibile affermare che ci sia
qualcosa sotto lo specchio".

Secondo quanto affermato dal dottor Ergin, gli stessi scienziati
sono rimasti sorpresi dall'efficacia della copertura a livello
tridimensionale.

La lunghezza d'onda a cui il mantello si dimostra efficiente va da
1,2 a 2,75 micron. Una distanza che rientra nell'intervallo della
radiazione a infrarossi, quindi appena fuori dall'intervallo visibile
agli esseri umani. Tuttavia, il dottor Ergin ritiene che il dispositivo
messo a punto possa funzionare anche a lunghezze d'onda superiori.

http://cordis.europa.eu/news/images/20100319-2.jpg

In futuro questo settore potrebbe trovare applicazioni estremamente
interessanti. Per esempio, la lunghezza d'onda delle telecomunicazioni è
di 1,55 micron e rientra perfettamente nell'intervallo coperto da
questo dispositivo. "Nell'ambito della cosiddetta Transformation optics
sono già state avanzate proposte per diversi dispositivi. Tra questi
figurano le super antenne, in grado di convogliare la luce che proviene
da più direzioni in un solo punto, e molto altro ancora", ha affermato
il dottor Ergin. "È estremamente difficile prevedere le applicazioni
future, ma questo è un ambito molto ampio che riserva innumerevoli
possibilità".

Per il momento, conclude: "Questa copertura e i dispositivi analoghi
sono esempi splendidi e interessanti di quanto è possibile fare
nell'ambito della Transformation optics".

Per maggiori informazioni, visitare:
Science:

http://www.sciencemag.org