ORMONI, CORTISONICI, ANTIDOLORIFICI E ANTIBIOTICI COSI' SI DOPANO BOVINI E ATLETI- I DATI ALLARMANTI DELLE ASL E DEI CENTRI SPECIALIZZATI
Questo articolo è stato pubblicato sul mensile Vivere in armonia del mese di marzo 2010
FOTO : FLICKR CC
Il centro antidoping di Orbassano allestito
per le Olimpiadi invernali nel 2006 in Piemonte, si è specializzato nell’analisi
tossicologica delle sostanze illegali
utilizzate per dopare vitelli, mucche e cavalli. Questa riconversione è del
tutto naturale perché quando si parla di doping le molecole usate dagli uomini e dagli animali sono spesso
identiche. Per gli stessi motivi i Nas che si occupano di doping sportivo e di sostanze
illegali adoperate negli allevamenti lavorano nello stesso reparto. Un altro elemento
comune a questi due mondi è la diffusione. Secondo gli addetti ai lavori dal 20
al 40% dei bovini da carne macellati ha subito un trattamento vietato. Nonostante la gravità dell situazione molti
allevatori negano l’evidenza. Le associazioni di categoria sostengono che le analisi
ufficiali condotte dagli organi di controllo mostrano una scarsissima rilevanza
del fenomeno. In effetti le positività riscontrate dalle Asl del Piemonte (una
delle più attive su questo fronte) nel 2004 sono ridicole; a fronte di quasi 20 mila
analisi, solo 34 animali (0,17%) sono stati trattati con sostanze illegali, tossiche
mentre nel 2005 la percentuale è diminuita.
Come mai una divergenza così abissale
tra le previsioni degli esperti e i riscontri ufficiali? Per capire bisogna
fare un passo indietro e raccontare che nel 2004 i
veterinari della Direzione Sanitaria del Piemonte insieme all’Università di Torino
riscontrano, attraverso l’analisi ispettivo istologica dei tessuti su 209
animali macellati, anomalie nel 33 % dei capi. Si tratta di vistose alterazioni
alle ghiandole del timo e alla prostata nei maschi, mentre per le femmine il
problema riguarda le ovaie e le ghiandole del Bartolini. «Per capire il livello
di alterazioni – spiega Gandolfo Barbarino responsabile Piano nazionale residui per la Regione Piemonte –
basta dire che le ovaie e gli organi riproduttivi delle giovani femmine con
meno di un anno, sono simili a quelli delle mucche che hanno partorito. Le anomalie
sono dovute alla somministrazione
fraudolenta di sostanze chimiche, oppure di cortisonici e ormoni sessuali in
grado di aumentare in poco tempo la
massa muscolare». Per un secondo gruppo di animali (pari al 47%), i veterinari hanno
ipotizzano un trattamento con piccole dosi di farmaci e di anabolizzanti per
ridurre alterazioni agli organi
interni. Test di questo tipo sono stati ripetuti negli anni successivi in otto
regioni, con risultati confrontabili. Purtroppo l’analisi istologica non rappresenta
una prova sufficiente per sequestrare i capi. I
test riconosciuti ufficialmente sono quelli chimici, che ahimé danno quasi
sempre esito negativo perchè i trattamenti vengono fatti con microdosaggi di diverse
molecole “invisibili” alle analisi. Ci sono trattamenti week-end che iniziano il venerdì sera, quando
i veterinari Asl e i Nas non lavorano, e si esauriscono il lunedì mattina senza lasciare tracce.
FOTO :STOCK.XCHNF
Il metodo isto-anatomo-patologico per scovare gli
illeciti non è ufficiale, ma è l’unico che permette di fornire indizi validi sulle modalità di allevamento, per
questo è utilizzato da alcune catene di supermercati per
garantire ai consumatori la bontà della
carne etichettata con il loro marchio.
«In Emilia Romagna - spiega Giorgio Fedrizzi dell’Istituto zooprofilattico di Bologna
- la maggior parte degli animali sono allevati per produrre latte destinato alla
produzione del Parmigiano. Per questo motivo i problemi riguardano soprattutto la
somministrazione alle mucche di somatotropina (ormone della crescita) per
incrementare la produzione di latte. La ricerca in questo caso è complicata perché
le sostanze somministrate sono identiche a quelle naturali che produce l’animale».
© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore
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Commenti
renato 03/nov/2011 23:47:21
Roberto La Pira 04/nov/2011 09:04:16
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