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DOPING SPORTIVO E DOPING NEGLI ALLEVAMENTI STESSI PRODOTTI MA DOSAGGI DIVERSI

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FOTO : FLICKR CC
La relazione pubblicata oggi dal Ministero  della Salute  ''Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attivita' sportive'' per l'anno 2008 rivela che tra  le  sostanze piu' diffuse  ci  sono: gli anabolizzanti e le sostanze attive sul sistema ormonale (25,4%), gli stimolanti (20,3%), i cannabinoidi (16,9%), i corticosteroidi (8,5%) ed infine i diuretici. La relazione non dice che si tratta degli stessi principi attivi   usati  dagli allevatori  per  incrementare in modo illegale il peso degli animali da reddito .Anche il mercato illegale è probabilmente  lo stesso . Non  certo casualmente   il centro antidoping di Orbassano allestito per le Olimpiadi invernali nel 2006 in Piemonte, si è specializzato nell’analisi tossicologica  delle sostanze illegali utilizzate per dopare vitelli, mucche e cavalli. Questa riconversione è del tutto naturale perché quando si parla di doping le molecole usate  dagli uomini e dagli animali sono spesso identiche. Anche i Nas che si occupano di  doping sportivo e di sostanze illegali adoperate negli allevamenti lavorano in un unico  reparto.

La questione degli allevamenti è però poco considerata  perchè gli allevatori adottano tecniche di somministrazione molto sofisticate, che lasciano poco spazio di manovra agli organi di controllo. Qualcosa però sta cambiando come dimostrano i nuovi controlli che evidenziano le  alterazioni alle ghiandole del timo e alla prostata nei bovini maschi trattati con farmaci illegali , mentre per le femmine il problema riguarda le ovaie e le ghiandole del Bartolini. Per rendersi conto basta dire che  le ovaie e gli organi riproduttivi degli animali di sesso femminile con meno di un anno, sono simili a quelli delle mucche che hanno partorito.

© Roberto La Pira, Nova 100 - Il Sole 24 Ore

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