“Né troppi ne pochi”. L’agenzia per la sicurezza alimentare
francese (Afssa) il 16 marzo ha rivisto
la posizione sui grassi alimentari
sostenendo che si può arrivare anche ad una razione pari al 40% dell’apporto calorico giornaliero (nel
2001 il livello era del 35%). Si tratta di una percentuale che in Franca viene superata dal 43%
degli adulti e dal 37% dei giovani.
Secondo l’Afssa non bisogna ‘apporto calorico dei grassi nella dieta non deve scendere
al di sotto del 35% perché si tratta di nutrienti che servono al corpo.
Il documento sostiene che non bisogna criminalizzare alimenti come l’olio, il burro o i salumi classificati ingiustamente come cibi dannosi “ per la salute. Il dossier ricorda che certi acidi grassi saturi a corta catena presenti nel burro e in alcuni formaggi sono utili all’organismo. Non così è per gli acidi grassi saturi a lunga catena come l’acido laurico, il miristico e il palmitico che non dovrebbero superare l’8% sul totale dei grassi. L’agenzia ritiene eccessiva la presenza nella dieta dei francesi dell’olio di palma ricco di acido palmitico utilizzato moltissimo a livello industriale invita ad usare altri oli vegetali. Raccomanda inoltre due volte alla settimana di consumare pesce, senza escludere il salmone perché ha un tenore di grasso elevato ma è ricco di Omega 3.
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