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Cremona 13 maggio 2010: scatta il primo allarme alimentare in tutta Italia

2462989658_0e2780c679 Foto: Flick

Il 13 maggio a Cremona si terrà la prima simulazione di un “allarme alimentare” per verificare il funzionamento dell’Unità Nazionale di Crisi diretta dal Ministero della Salute. L’idea è interessante perché in Italia la gestione degli allerta sugli alimenti è un po’ confusa e poco trasparente. Il progetto è pensato per fronteggiare anche un eventuale attacco terroristico  in grado di minare la sicurezza nazionale.

Diciamo pure che questo aspetto risulta assolutamente  secondario, visto che  gli attacchi  “atipici” in Italia sono stati due (1978 pompelmi Israeliani contaminati da blu di metilene e nel 1998 due confezioni di panettone  Motta  contaminati con veleno per topi)  e non ci sono mai stati ricoveri  ospedalieri. Secondo  SecuFood (Security of European Food supply chain)  uno studio finanziato  dalla Direzione Generale per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza della Commissione Ue,  dal 1950 ad oggi in tutto il mondo sono stati accertati 450 episodi di contaminazione dolosa, ma solo un episodio di vero terrorismo alimentare.  Si tratta di un dato assolutamente trascurabile rispetto ai 50/80 casi di allerta  che ogni settimana vengono segnalati dall’Unione Europea attraverso il sistema Rasff ( oraganismo con sede a Bruxelles che informa sui prodotti nocivi per la salute commercializzati  tra i vari paesi dell’UE). A questa cifra si sommano centinaia di lotti ritirati nell’ambito  dei controlli di routine di ogni nazione,  non contabilizzati dall’UE trattandosi di prodotti  venduti  localmente.

La simulazione dell'allarme alimentare  a Cremona, permetterà di valutare l’efficienza delle strutture,  le dinamiche e la rapidità  dell'intervento. La simulazione dovrebbe  focalizzare  l’attenzione sui punti deboli della catena   è  sul sistema di coordinamento tra i vari enti coinvolti. A me sembra che le lacune siano ancora evidenti, basta  ricordare che in molti paesi i siti delle autorità sanitarie riportano in dettaglio l'elenco di tutti i prodotti e di tutti i lotti ritirati dagli scaffali dei supermercati, mentre da noi, avviene solo per eventi eccezionali. 

Negli ultimi mesi si sono registrati tre casi sospetti di botulismo e la notizia è apparsa sul sito del Ministero della salute. Nonostante ciò la notizia del ritiro non è stata rilanciata  dagli organi di stampa, anche se si tratta di un pericolo molto serio  per i consumatori. Questo aspetto dimostra quanto sdia ancora scarsa la comunicazione  nei confronti dei consumatori quando bisogna segnalare un pericolo grave. La simulazione dovrebbe servire  alle istituzioni a gestire meglio  le crisi ricorrenti, senza impaurire i consumatori, come invece avviene regolarmente per ogni scandalo anche se non ci sono  buoni motivi.

Purtroppo le lacune maggiori nelle vicende di allerta alimentare  riguardano il sistema di comunicazione. In Italia non esiste un’unità di crisi in grado di gestire l’informazione e questo lascia spazio ad articoli sui giornali, servizi televisivi e interventi di addetti ai lavori che creano il più delle  volte confusione e impauriscono  i cittadini.

La fiction-simulazione di Cremona potrebbe iniziare con l’annuncio dell’Asl di Torino che segnala a Roma una partita di latte in polvere contaminato da melammina, oppure di un lotto di proteine idrolizzate di soia contaminato da salmonella o di un carico di peperoncino rosso trattato con un additivo cancerogeno (tutti casi veri registrati in Europa e in America e che hanno coinvolto diverse centinaia di aziende). Le altre puntate della fiction-simulazione le racconteremo in diretta.

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Roberto La Pira  29 aprile 2010  © Riproduzione riservata

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