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La Danimarca è il primo paese europeo che ha deciso di vietare l'uso del bisfenolo A (BPA) nei biberon, perché diversi studi avanzano l’ipotesi che questa sostanza classificata come interferente endocrino, può nuocere allo sviluppo dei neonati. In Europa, negli Stati Uniti e in Canada alcune aziende non usano il BPA da qualche anno, altre invece come Boots e Mothercare hanno deciso da pochi mesi di non usarlo nei nuovi biberon, anche se hanno mantenuto nei punti vendita i modelli vecchi. In Italia ci sono marche come Mebby che da anni non usano il bisfenolo per prodotti come biberon e tiralatte. Chicco (leader di mercato) si è adeguato quest'anno e da poche settimane ha iniziato a ritirare i vecchi biberon con BPA sostituendoli con i nuovi biberon.
Il governo inglese secondo il quotidiano The Independent insiste sul fatto che BPA non costituisce una minaccia per la salute pubblica, ma questa posizione contrasta A con quella di altri paesi (in Francia il Senato sta cercando di portare avanti un divieto temporaneo, il Canada e in tre stati americani il BPA è vietato). In America la Food and Drugs Administration (FDA) ha cambiato la sua posizione nel mese di gennaio e ha dichiarato di voler adottare nuove misure precauzionali, mentre l’Environmental Protection Agency ha annunciato nuove decisioni sull’argomento.
La decisione della Danimarca di vietare il BPA rafforza la teoria di un numero crescente di scienziati, secondo cui il componente principale della plastica dei biberon (policarbonato) presenta un potenziale rischio per la salute dei piccoli.
L’argomento Bisfenolo A è anche all’ordine del giorno degli esperti dell’Efsa che entro giugno dovrebbe fornire un nuovo parere prendendo spunto da tutti i lavori elaborati negli i ultimi tempi.
Alla luce delle nuove notizie e dei nuovi pareri scientifici è interessante leggere le decisioni del Giurì dell'Autodisciplna Pubblicitaria del giugno 2008 che ha censurato la campagna pubblicitara della Mebby, perché proponeva per prima in Italia biberon senza bisfenolo A. La richiesta di censura è firmata dalla Chicco che solo da poche settimane ha deciso di non vendere più biberon con l'additivo considerato nocivo.
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pluto 02/apr/2010 15:24:52
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