Dopo l’orata e il branzino nella piana di Orbetello è iniziato l’allevamento dell’ombrina. Si tratta di un pesce Mediterraneo poco conosciuto da grande pubblico, ma già commercializzato da catene di supermercati come Esselunga e PAM. Secondo uno studio condotto dall’Inran ,insieme all’Università Tor Vergata e al C.I.R.S.Pe , la specie Bocca d’oro scelta per la crescita in vasca ( nome scientifico Argyrosomus regius) presenta carni banche, ha un sapore delicato e può raggiungere i 5 kg velocemente. Gli altri aspetti da considerare sono la possibilità di ottenere filetti, da vendere in alternativa al pangasio, e il prezzo molto interessante.
«Da un punto di
vista nutritivo - spiega Elena Orban responsabile scientifico per l'Inran
del progetto - l’Ombrina bocca d’oro ha un buon tenore di omega 3, e un
contenuto di grasso che varia dal 2 sino al 4% per le taglie più grandi, da
confrontare con il 6% circa del pesce allevato». Questo
aspetto è importante perché buona parte delle orate e dei branzini
di allevamento venduti a prezzi stracciati, provengono dalla Grecia e
dalla Tunisia e hanno una quantità di grasso esagerata, dovuta
ai mangimi troppo ricchi che dimezzano i tempi di crescita, ma penalizzano
il sapore della carne.
I branzini e le
orate di filiera italiana, hanno un aspetto identico ai pesci greci, ma vengono
allevati rispettando i tempi di crescita, per cui le carni sono meno grasse,
hanno un sapore decisamente migliore ma ahimé costano il doppio.
L'altra notizia
interessante è che in Toscana ad Orbetello sono in corso prove per
l'allevamento della sogliola.
Roberto La Pira 03 maggio 2010 © Riproduzione riservata
CATEGORIE: prima pagina, Scienza
TAGS: BRANZINI, ELENA ORBAN, ESSELUNGA, INRAN, OMBRINA, ORATE, PAM, PANGASIO, PESCE ALLEVAMENTO
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