Successivo » « Precedente

I giornali e il ministro scivolano ancora sulla Nutella e propongono fantasiose ricostruzioni

Nutella_350_gr_And_630_gr
“L’Europa salva  la Nutella”.  “Europa nessun divieto dall’Europarlamento per la Nutella”.  “Retromarcia europea per la Nutella”

  
 Dopo avere letto questi titoli  su quotidiani on line e anche sul Corriere della sera ho capito che troppi giornalisti hanno scritto articoli sulla crema di nocciole preferita dagli italiani  senza avere le idee chiare. Anche Galan, il ministro delle Politiche agricole ha sposato la crociata sulla Nutella senza capire bene di cosa si tratta.
 La verità è drammaticamente semplice: nessuno ha  mai censurato la Nutella e tutto il clamore generato in questi giorni fa parte di una grande campagna di marketing orchestrata da alcuni  produttori di snack e junk-food.  Per loro si prospetta un futuro dove non sarà più lecito pubblicizzare questi prodotti come alimenti che fanno bene alla salute di grandi e piccini.
Per chiarire la situazione, il Parlamento europeo il il  29 giugno ha diramato un comunicato in cui si ribadisce che gli Eurodeputati non hanno mai vietato la vendita o la commercializzazione della Nutella. La precisazione, anziché essere letta nel modo corretto (non esistono censure o divieti  sulla commercializzazione dei prodotti alimetnari, il Parlamento ha solo proposto un regolamento  sulle etichette e sulla pubblicità), è stata interpretata dai giornalisti nostrani come una retromarcia. Il Corriere della sera conclude il suo articolo con queste parole:  “Scongiurata la messa al bando del barattolone revocato da Moretti in Bianca”. Purtroppo anche molte altre  testate hanno portano avanti la stessa tesi. La verità è un po’ diversa visto che la retromarcia  europea non esiste e l’attacco alla Nutella è un’invenzione. Da questa brutta storia emerge il preoccupante livello di ignoranza di alcuni, la diffusione quasi endemica di cattiva informazione sulle tematiche alimentari europee e la furbizia di chi conosce bene i punti deboli dei media. Alla fine la vittima risulta il cittadino che viene regolarmente disinformato e la deontologia professionale che prevede la verifica delle notizie, uno strumento troppo spesso dimenticato.

2 luglio 2010

Commenti

Beh forse anche qui si fa una leggera confusione tra Zaia e Galan. O i nomi sono intercambiabili?

Scrivi un commento