Nova100
20 Settembre 2010

La vicenda del pecorino anticolesterolo ha fatto il giro delle redazioni ma nessuno ha dimostrato l’efficacia

La vicenda del pecorino anticolesterolo ha fatto il giro delle redazioni ma nessuno ha dimostrato l'efficacia

La vicenda del pecorino anticolesterolo ha fatto il giro delle redazioni ma nessuno ha dimostrato l'efficacia

La
vicenda del pecorino Cladis ribattezzato come "formaggio
anticolesterolo", ha fatto il giro delle redazioni e ha inondato  siti
internet e  blog. Si tratta di una grande bufala, visto il famoso acido
linoleico coniugato (Cla) contenuto nel formaggio non ha gli effetti
decantati. Tutto è cominciato con un comunicato che annuncia l'avvio di
una sperimentazione di 30 mesi presso la Facoltà di agraria
dell'università di Pisa, con un gruppo di volontari che inserirà nella
dieta il formaggio pecorino Cladis (ottenuto da animali nutriti con
semi di lino considerati una fonte naturale di precursori di acido
linoleico coniugato (Cla). Il problema è che non esiste una
documentazione scientifica che attribuisce al Cla proprietà
anticolesterolo, o una speciale protezione all'organismo nei confronti
del malattie cardiovascolari. Ma allora quale interesse può suscitare
una sperimentazione così lunga dall'esito tutt'altro che scontato?

Per rendersene conto basta leggere  i pareri dell'Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare europea consede a Parma) pubblicati il 30 aprile e  21 maggio 201 .  Nei due pareri sull'impiego del Cla come ingrediente di integratori alimentari  si dice che "non
sono stati forniti studi sugli esseri umani relativi agli effetti del
CLA sui parametri del metabolismo lipidico, sull'accumulo epatico dei
lipidi, sulla funzionalità epatica".
Per quanto riguarda il colesterolo si dice che "nelle
condizioni d'utilizzo proposte, CLA non ha alcun effetto sulle
concentrazioni di colesterolo LDL o sul rapporto dicolesterolo LDL: HDL,
e l'entità dei cambiamenti osservati sulle concentrazioni di HDL e
sulle concentrazioni di trigliceridi è improbabile che causino un
impatto sul rischio cardiovascolare"
. Nonostante  l'esistenza di 
pareri  così autorevoli  che non lasciano  spazio a dubbi è lecito
chiedersi come ha fatto il mondo mediatico ad eccitarsi per il nuovo
pecorino.

La storia del Cla non è di questi giorni.  GiannaFerretti  docente 
presso l'Università politecnica delle Marche nel suo blog Trashfood già
nel 2006 illustrava con dovizia di particolari la presenza sul mercato
di decine di beveroni e integratori a base di Cla, che promettevano
dimagrimenti improvvisi ed efficaci. Anche allora si diceva che erano in
corso studi presso centri universitari. Ecco cosa scriveva "Provate a digitare il termine CLA
, l'acido linoleico coniugato sulla stringa di Google  e scoprirete
quanti sono i siti in cui sono in vendita integratori che lo
contengono.

Nei numerosi siti commerciali è presentato come una sostanza che
contribuirebbe ad aumentare la massa magra e a ridurre la massa grassa,
viene perfino definito grasso miracoloso
. Non solo vengono attribuite al Cla anche proprietà antineoplastiche e
antinfiammatorie. Facciamo un pò di chiarezza? Il Cla è  una delle
molecole che movimenta di piu' il mercato dei fitness foods degli ultimi
anni. Le ricerche condotte prevalentemente su modelli animali, hanno
alimentato il mercato agroalimentare e la diet industry alla continua
ricerca di prodotti innovativi e di molecole su cui puntare per proporre
effetti salutari e/o dimagranti da pubblicizzare. Per quanto riguarda
le proprietà decantate sul metabolismo energetico, esse si basano su
studi condotti su animali, non confermati sull'uomo in ricerche
successive
. Conclude Ferretti. Da un esame recente della letteratura scientifica
degli ultimi anni,  emergono dati in contrasto con quelli ottenuti
nei modelli animali, ponendo ulteriori e plausibili interrogativi sul
suo uso come supplemento nell'alimentazione umana e come prodotto per
una riduzione del peso corporeo"
.
Se nel 2006 digitando Cla su Google c'erano numerose immagini, adesso sono molte di più e quelle prevalenti riguardano flaconi di integratori con la scritta proposta a caratteri giganteschi CLA, che promettono di ridurre la massa grassa.

Roberto La Pira (www.ilfattoalimentare.it)