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La pubblicità dei vini Giordano è scorretta. L'Antitrust sanziona con 250.000 € di multa. Svariati milioni di depliant e brochure distribuiti in due anni


I depliant che la società Giordano di vendite per corrispondenza ha inviato a milioni di italiani contengono frasi e proposte commerciali ingannevoli. E’ quanto ha stabilito l’Antitrust che ha condannato la società ad una multa di 250 mila €.

La questione assume un certo rilievo perché solo nel  2008 Giordano ha realizzato 46 campagne promozionali attraverso brochure che hanno totalizzato  oltre 10 milioni di contatti, mentre  l’anno successivo (quello della crisi economica) ha solo ridotto un pò le promozioni.  Alle brochure si sommano le offerte sui giornali (l’Espresso, Panorama, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana, Specchio, Di Più TV, il Mondo, Vanity Fairr e Sport Week) che nel primo semestre del 2008 hanno interessato 50 numeri di riviste  di oltre venti periodici, dimezzati nel secondo semestre. Nel 2009 il numero si è un po’ ridotto.

I messaggi sui giornali di Giordano sono in genere inserti pubblicitari o pieghevoli  che invitano ad aderire ad una proposta di vendita composta da vini e prodotti alimentari, talvolta abbinati ad altri beni di consumo (come poltrone, fotocamere digitali, biciclette, giubbotti di pelle, trolley, servizi da cucina, stereo, ecc.) di solito presentati come oggetto principale dell’offerta.

Secondo l’Antitrust  le offerte per l’acquisto di vino proposte  della società Giordano sono ingannevoli in quanto vengono presentate sempre come “occasioni irripetibili”, con premi e vincite “riservate” abbinati a sconti vantaggiosi,  senza però evidenziare adeguatamente le spese di spedizione e le modalità di recesso. Stiamo parlando di  10-20  milioni di  depliant e  brochure abbinate a giornali o spedite per posta, e di un numero non precisato di  telefonate fatte direttamente a  casa  dei clienti o  di vendite realizzate attraverso il web-marketing.

Nella sentenza di condanna si dice che i messaggi  sottolineano in modo ingannevole l’eccezionalità dell’offerta , descritta come un  premio o  una vincita destinata ad un pubblico selezionato o frutto di vincita straordinaria. La proposta viene spesso  definita  come occasione irripetibile. In alcuni messaggi sulla busta sono riportate diciture come  “riservato, “ancora un’occasione per lei , in altre le offerte sono presentate con caratteri di particolare ufficialità (ad esempio, “Commissione clienti speciali” , Personale – contiene una comunicazione riservata della Direzione Generale per il Cliente Speciale tra 100 clienti selezionati […]”.In alcune  brochure si riporta un’immagine del “premio” accompagnata da affermazioni quali “LEI HA VINTO” o “Giordano LA PREMIA”. In altre campagne la comunicazione induce il lettore a ritenere che senza  ordine si perdono i   premi assegnati (ad esempio si chiede di rispedire un “atto ufficiale di rinuncia” “per autorizzare” ad “attribuire questi privilegi esclusivi ad altro cliente”).



L’Antitrust contesta a Giordano anche l’ammontare dello  sconto per l’acquisto delle bottiglie di vino indicato nella pubblicità. Questa riduzioen di prezzo  risulta  stranamente uguale nel corso delle varie annate ed è  difficile da controllare. “E’ singolare notare – dice l’Antitrust - come la maggioranza dei vini reclamizzati,viene sistematicamente proposta ad un prezzo ribassato e  anche il prezzo presentato come pieno come  pure  gli sconti sono tendenzialmente omogenei nel tempo e identici  nei vari cataloghi anche se i vini appartengono  ad annate diverse”.

L’ultimo appunto molto grave riguarda la mancanza di chiarezza  sulle modalità di recesso che la legge garantisce ai consumatori negli  acquisti per corrispondenza. Nel corso delle offerte telefoniche e anche nel sito internet  spesso non si fa riferimento alle modalità da seguire per esercitare  il recesso.  Qualche problema anche sulle spese di spedizione, pari a 12,50 + IVA,  indicate solo nel buono d’ordine.

Per  avere collezionato tutte queste distrazione  e altre che rimandiamo alla lettura integrale della sentenza,  Giordano  dovrà pagare una multa di 250 mila € e modificare tutti i messaggi ingannevoli.

Roberto La Pira ( www.ilfattoalimentare.it)

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