Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Troppe frodi per l’extra-vergine di oliva. Sotto accusa le bottiglie vendute a prezzi stracciati

Troppe frodi per l'extra-vergine di oliva. Sotto accusa le bottiglie vendute a prezzi stracciati

 L’ultima segnalazione sulle adulterazione dell’olio extra vergine di oliva miscelato con olio deodorato proviene dall’Arpa di Ascoli Piceno, che ha analizzato 68 campioni di extra-vergine (33 prelevati nei frantoi marchigiani e 35 bottiglie  acquistate al dettaglio). Il verdetto finale è sorprendente: un terzo circa degli extra-vergini comprati nei supermercati si può considerare  fuori norma per l’eccessiva presenza di alchil esteri.

La presenza anomala di questa sostanza lascia ipotizzare una truffa ai danni del consumatore, perché indica che le olive prima della spremitura risultano schiacciate, ammaccate o fermentate. Quando le olive rovinate sono poche l’olio extra-vergine ha un contenuto di alchil esteri inferiore  a 75 milligrammi per chilo, quando sono tante (perché le olive sono state ammassate per giorni prima della spremitura, perché  vengono raccolte da terra, perché sono conservate in contenitori chiusi o in sacchi di plastica…) la presenza di alchil esteri aumenta notevolmente,  l’olio comincia ad avere un cattivo odore e non si può vendere come extra-vergine.  A questo punto i produttori furbi lo deodorano in condizioni “blande” (in modo da non lasciare segni evidenti del trattamento) e lo aggiungono all’olio extra-vergine vero. L’effetto magico ha funzionato per anni, fino a quando i controllori hanno stabilito che la presenza eccessiva di alchil esteri può essere considerata un indice  di frode.

“La concentrazione media nei campioni di olio proveniente direttamente dal frantoio è stata di 15 milligrammi per chilo – precisa Ernesto Corradetti dell’Arpam di Ascoli Piceno  – mentre nelle bottiglie  acquistate al supermercato il livello è dieci volte superiore». Si tratta di valori esagerati, anche perché a febbraio dovrebbero entrare in vigore nuovi parametri comunitari, e l’olio non potrà contenere più di 75 milligrammi di alchil esteri per chilo come proposto dal Consiglio oleico internazionale.

L’elemento che  dovrebbe generare qualche  sospetto sulla genuinità dell’olio è il prezzo. Quando sugli scaffali di alcuni supermercati si trovano bottiglie di extra-vergine al prezzo di 2,5-3,0  €/l viene spontaneo chiedersi come sia possibile  arrivare a questi livelli. Il prezzo è strabiliante considerando che i listini all’ingrosso  di novembre indicano un importo minimo di 2,05 € /l per gli oli spagnoli, tunisini e greci. A questa cifra occorre aggiungere i costi di trasporto, lavorazione e imbottigliamento, oltre al margine del venditore e alla fine rsulta difficile fare quadrare i conti.

 «Vale la pena ricordare – ricorda Luigi Caricato direttore del sito web Teatro naturale – che poco più di un anno fa GS-DìperDì  ha venduto olio extra-vergine Natura della ditta Portaro in bottiglia di vetro al prezzo incredibile di 1,99 €/l». Forse non è casuale dire che gli oli con valori fuori norma analizzati ad Ascoli Piceno rientrano in una fascia in queste  fasce di prezzo.

Roberto La Pira  (ilfattoalimentare.it)

 

Foto olio: Photos.com   – Foto ulivo: Flickr cc