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Le dieci cose che non vorrei trovare sulle etichette alimentari ( un appello rivolto anche a: Ferrero, Barilla, Procter & Gamble, Kellogg's)

Elenco delle cose che gli italiani non vorrebbero trovare sulle etichette dei prodotti alimentari


 

Mancano pochi giorni al Natale e anche io ho deciso di fare un elenco delle cose che non vorrei più trovare sulle etichette dei prodotti alimentari.


1- La lista degli  ingredienti tradotta in dieci  lingue e scritta con caratteri tipografici microscopici , ieri ho scoperto  una confezione di Pennette rigate Barilla che ne ha 20, sì avete capito bene le diciture sono tradotte in 20 lingue.

2- La data di scadenza incisa  con i forellini o presentata come una sequenza di numeri che sembrano quelli del lotto: 01/07/12 2 L 2741 11:21, vuol dire che scade il 1 luglio dell’anno prossimo.

3- La scritta  aromi riportata nell’elenco degli ingredienti che indica  gli aromi di sintesi  ottenuti in laboratorio. Scriviamo aromi di sintesi.

4- La  scritta  olio vegetale, che non indica l’olio di oliva ma quelli di palma, palmisto, soia, colza e altri di semi tropicali  di mediocre e scarsa qualità.

5- Non vorrei più trovare nella lista gli acidi grassi trans che fanno male alle arterie perché pochi consumatori sanno veramente cosa sono.

6- Le grandi foto dei prodotti sulle confezioni quando occupano tutto lo spazio  a disposizione relegando  le scritte utili sui  bordi laterali o in corrispondenza delle pieghe.

7  Vorrei  che i consumatori non cercassero di decodificare i numeri del codice  alla ricerca di  segreti inesistenti ma che imparassero a leggere e soprattutto a capire le etichette.

8- Le tabelle nutrizionali dei cereali per la prima colazione, che hanno  un elenco con  ben  16 componenti  affiancati da 38 valori numerici e 14 percentuali (Kellogg's).

9 – Gli snack salati americani a forma di patatine che anziché 3 ingredienti (patate, olio e sale) ne contengono un numero variabile da 19 a  26 (Pringles di Procter & Gamble)

10 – Le merendine e gli snack per i bambini abbinati ad un giocattolino o ad un gadget, perché il marketing deve rispettare i minori ( Ferrero) .

Si tratta di desideri  forse di  sogni e come tutti i sogni sono difficili da realizzare ma a volte basta un po’ di pazienza chissà.

Roberto La Pira ( ilfattoalimentare.it)

 

 

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