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Plasmon contro Barilla: la pasta Piccolini non va bene per la prima infanzia e cambia etichetta, il resto conta poco

 

La vicenda Plasmon contro Barilla va avanti  a fasi alterne,  il Giurì dà ragione alla Plasmon, il tribunale dà ragione a Barilla. La cronaca giudiziaria interessa molto gli addetti ai lavori e gli avvocati, ma meno i consumatori che di solito sono poco attenti attenti alle vicende giudiziarie delle aziende.

 

La questione per i consumatori si è conclusa nei primi dieci giorni di dicembre, dopo che la Plasmon ha presentato sul Corriere della sera e su altri quotidiani la pubblicità comparativa, dicendo che la pasta Piccolini Barilla e i biscotti Le macine non sono alimenti adatti  alla prima infanzia, perchè contengono troppi residui chimici e micotossine.

Si tratta di un concetto semplice e incontestabile visto che gli alimenti per la prima infanzia sono soggetti a regole molto severe e non devono essere confusi con gli altri. 

 

Dopo avere letto la pubblicità comparativa molte mamme e papà, abituati  a sciogliere i biscotti Le macine nei biberon e ad usare la pasta Piccolini per i loro figli, hanno capito come stanno veramente  le cose. Per questo motivo l'operazione è riuscita. 

Barilla ha cercato di difendersi accusando Plasmon di pubblicità ingannevole , ma si tratta di  armi spuntate. In realtà la società di Parma ha dovuto correre ai ripari dichiarando che dalla primavera 2012 sulle confezioni di pasta della linea Piccolini scriverà  in modo chiaro che il prodotto è "destinato ai bambini con più di tre anni".

 

Pochi media hanno detto che il cambiamento dell'etichetta era già stato annunciato un anno fa alla rivista Il Salvagente. La società di Parma però ha corretto solo le diciture sulle confezioni di sughi della linea Piccolini dimenticando la pasta.

 

Plasmon, Barilla, il Giurì della pubblicità, il tribunale e gli avvocati andranno avanti a discutere, ma la vera battaglia è durata due settimane ed è stata vinta dai consumatori.

 

I genitori grazie alla pubblicità comparativa hanno capito che per la prima infanzia esistono alimenti  specifici più costosi degli altri, che forse conviene utilizzare. Queste sono le regole della comunicazione, il resto conta poco.

Roberto La Pira (ilfattoalimentare.it)


Commenti

Giusto, se ci sono delle regole vanno rispettate ma... siamo proprio così certi che i bambini debbano magiare diversamente?

giusto come dar torto alla plasmon, un marchio che da anni si occupa di alimenti per bambini

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