Il Paese della Dieta mediterranea intende chiudere l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, l'ente che ha promosso e diffuso nel mondo uno stile alimentare sempre più imitato. Può sembrare un paradosso ma è così, da qualche settimana a Roma nei palazzi del Governo il ministro delle politiche agricole Mario Catania sta studiando il modo per tagliare le spese e l’Inran è nel mirino, insieme ad altri enti come Ismea, Ina… La notizia è di quelle che fanno venire i brividi, perché già Berlusconi aveva ridotto progressivamente i fondi all’Istituto, e adesso si cerca di accorpare, ristrutturare, riorganizzare… Ragionamenti complessi dietro i quali c’è il tentativo di chiudere definitivamente la ricerca italiana nel settore alimentare. La capacità di un governo si misura su due parametri che in apparenza non producono ricchezza, ma che rappresentano una garanzia per il futuro dei cittadini, stiamo parlando dell’istruzione scolastica e universitaria e della ricerca (anche alimentare).
Questa regola è però poco conosciuta dai governanti. C’è da chiedersi quanto Berlusconi, un personaggio che ha costruito il successo sul mattone e la televisione abbia riflettuto sulla correlazione tra scuola-ricerca e futuro del Paese. Il professore Mario Monti come docente universitario dovrebbe avere più dimestichezza con questi argomenti, ma forse negli ultimi anni è stato assorbito troppo dai problemi delle banche e si è distratto un po’.
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Roberto La Pira
Foto: Photos.com, Politicheagricole.it
CATEGORIE: economia, prima pagina
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