Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Allerta alimentare: arrivano le linee guida europee: dialogo, trasparenza, indipendenza e rapidità

Era il 2000-2001, e la crisi della mucca pazza metteva in ginocchio il settore delle carni bovine in un intero continente, l'Europa, con ripercussioni un po' in tutto il mondo, con miliardi di danni ed effetti negativi durati per anni. Tutto nasceva da previsioni in gran parte poco solide scientificamente, che computavano milioni di malati della variante umana del morbo di Creutzfeldt-Jacob negli anni seguenti, se non si fossero subito prese precauzioni più che drastiche.

Questa è una lettura degli avvenimenti, secondo la quale c'è stato molto rumore per (quasi) nulla, e tanta speculazione. Ma ne esiste anche un'altra, secondo cui la catastrofe non si è concretizzata proprio grazie ai provvedimenti adottati.

 

Propendere per una o per l'altra è un esercizio quasi solo retorico, poiché delle malattie da prioni – e, soprattutto, della loro trasmissione da animale a uomo – ancora oggi molto resta da capire, e perché la storia non può fare col senno di poi. Tuttavia quella vicenda è esemplare di qualcosa che accade ormai molto spesso, grazie alla velocità delle comunicazioni (infatti si è ripetuto negli anni successivi per esempio con le crisi delle varie influenze): esiste un allarme che ha a che vedere con gli alimenti, spesso fondato, che deve essere comunicato alla popolazione affinché tutti adottino le cautele del caso.

 

Continua a leggere l'articolo di Agnese Codignola   su ilfattoalimentare.it

 


 

 

Foto: Photos.com,

>