La bufala degli italiani che ogni settimana buttano via il
30% della spesa alimentare, gira da quasi due anni in rete. L’origine della
favola non è da ricercare nel solito gruppo di allarmisti che dilagano su
internet, ma tra i giornalisti di quotidiani come il Corriere della sera o La Repubblica che
hanno rilanciato più volte questa bizzarra tesi, senza verificare con
attenzione la fonte.
Eppure basta riflettere sul dato qualche minuto per rendersi conto che le cifre non tornano. Purtroppo la notizia degli sprechi domestici esagerati è sempre affiancata da un’intervista al professor Andrea Segrè dell’Università di Bologna e fondatore di Last minute market, che però non esprime giudizi sul dato numerico. L’esito è che alla fine risulta inevitabile associare Segrè al dato sullo spreco indicato nell’articolo e nasce la bufala del 30%. Anche l’accreditato e autorevole Barilla Food and Nutrition Center (BFNC) nel voluminoso rapporto sull'argomento “Lo spreco alimentare: cause, impatti e proposte” di qualche mese scivola su questa buccia di banana. Nel testo compaiono i dati di diverse ricerche europee, si citano fonti autorevoli, si ospitano interventi di alcuni esperti ma poi a pagina 36 si avvalla la tesi dello spreco domestico esagerato (foto sotto).
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