“Grom: il gelato industriale che diventa artigianale”. Era il
titolo di un articolo pubblicato due mesi fa su Il fatto alimentare che ha
creato un certo rumore. Il quesito era abbastanza semplice: come ha fatto
un'industria con centinaia di dipendenti a diventare la rappresentante del
gelato artigianale italiano nel mondo? Qual è il segreto? Il marketing? La
pubblicità? Forse tutto ciò, affiancato dalla mancanza di una definizione
precisa su cosa si intende per gelato artigianale, e dalla scarsa capacità delle
associazioni di categoria di contrapporsi ad un'azienda molto abile nella comunicazione.
Ma questi sono discorsi teorici. A dispetto di ogni logica il gelato di Grom è vissuto nell’immaginario dei consumatori come un vero cono artigianale anche se non è vero. Lo sostengono anche i due manager che gestiscono l’azienda piemontese che parlano sempre di “gelato come una volta”, senza altre precisazioni.
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