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Articolo 62: domande e risposte. Acquirenti e fornitori, i dubbi sulle fatture. Risponde Dario Dongo

In seguito all’entrata in vigore della legge 27/2012, che
rivoluziona il sistema dei pagamenti dei prodotti alimentari, moltissimi
lettori ci hanno scritto chiedendo delucidazioni in particolare sull’articolo
62.

 

Per un approfondimento sulla corretta applicazione della normativa si può
scaricare l’e-book scritto dall’avvocato Dario Dongo "Articolo 62: una
rivoluzione
" e pubblicato da Il fatto alimentare.

Di seguito pubblichiamo alcune delle domande giunte in
redazioni con la risposta dell’avvocato Dongo.

 

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Se viene stipulato un contratto tra acquirente e fornitore,
quest'ultimo nelle fatture dovrà richiamare esclusivamente il contratto oppure
dovrà inserire anche la dicitura "assolve agli obblighi art 62…"?

Roberta

 

La nuova disciplina distingue due ipotesi:

 

contratti a struttura semplice (singoli atti di
compravendita). In questi casi, qualora la forma scritta venga realizzata con
modalità semplificata – ad esempio, mediante raccolta degli elementi essenziali
dell'accordo in nota di consegna o DDT o fattura contestuale alla consegna
delle merci – è necessario inserire nel documento la “formulina magica”
(“assolve agli obblighi di cui all'articolo 62, comma 1, legge 27/2012”),

 

contratti a struttura articolata. Quando la singola
compravendita si inserisca in una relazione commerciale più ampia, basata ad
esempio su un accordo-quadro ove siano riportate le condizioni comuni ai
singoli atti di esecuzione, non é necessario inserire nelle singole note di
consegna o DDT o fatture la “formulina magica” di cui sopra. Bisogna invece
fare specifico richiamo all'accordo-quadro (o convenzione generale, che dir si
voglia), ad esempio citando le parti e la data (ove disponibile, un numero di
protocollo).

 

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Alcuni clienti "impongono" la certificazione della
consegna della fattura riepilogativa (dei ddt) nel mese successivo, così da
allungare il pagamento.È legale?

Carlo

 

Ad avviso dello scrivente, si tratta di una pratica
manifestamente sleale e vietata. La nuova disciplina vieta espressamente
l'imposizione di un termine minimo tra la consegna delle merci e l'emissione
della fattura. È anzi curioso che tali prassi siano ancora in voga, a dispetto
delle norme ora vigenti.

 

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Riguardo la legge 62 c’è chi dice che anche le fatture
vecchie sono da pagare entro 30 giorni (ad esempio un fattura di agosto 2012)
mentre a me sembra che le leggi non siano mai retroattive.

Marco

 

Le fatture relative a consegne di merci anteriori al 24
ottobre 2012 sono effettivamente escluse dall'articolo 62, che si applica a
decorrere dall'anzidetta data.

 

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Bene il pagamento a 30/60 giorni, ma l'aggravio burocratico
appesantisce non di poco il piccolo che si trova nella catena di distribuzione
che non sempre è riferita alla GDO. E che dire delle sanzioni? Secondo me, in
questo modo, non si è trovata la soluzione ai problemi. Anzi…

Romolo

 

Il legislatore italiano ha avuto il merito di affrontare un
problema grave che affligge da anni la filiera di produzione alimentare, in
anteprima rispetto ad altri Paesi membri e alla stessa Commissione europea (che
pure da diversi anni viene sollecitata – dalle parti sociali interessate e dal Parlamento
europeo – ad adottare idonee iniziative al riguardo). “One size does not fit
all” (la stessa taglia non sta bene a tutti), direbbero gli anglosassoni, ma è
comunque prioritario ristabilire un equilibrio nei rapporti tra la GDO e i suoi
fornitori.

La burocratizzazione può essere ridotta al minimo,
basterebbe riferirsi agli strumenti di semplificazione offerti dalla norma. Le
associazioni di categoria a loro volta potrebbero offrire utili consigli,
magari anche recuperare un po’ di liquidità per i loro associati mediante
accordi con istituti o associazioni bancarie, anziché chiedere al Governo di
posticipare l'applicazione di una legge del Parlamento. Questioni di logica, e
di bon-ton.

 

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L'obbligo di formalizzare per iscritto gli elementi
essenziali del contratto (tipo e quantità dei prodotti in vendita, prezzo,
tempi e modi di consegna e pagamento…), per quanto riguarda la fornitura di
pane, nei supermercati, nelle mense ecc, varia di giorno in giorno. Com’è
possibile attenersi alla norma?

Salvatore

 

Situazioni come quella descritta si connotano, generalmente,
per la continuità dei rapporti di fornitura con un certo numero di clienti. Si
possono perciò definire in un semplicissimo accordo-quadro (che può avere ampia
durata) le condizioni generali (es. modalità di ordine e sua accettazione,
tempi e modi di consegna e pagamento, procedure di aggiornamento dei listini),
e integrare gli elementi essenziali del contratto inserendo ciò che manca (es.
tipo e quantità dei prodotti ceduti) negli atti relativi alle singole cessioni
(es. nota di consegna, DDT o fattura contestuale) che dovranno fare richiamo
all'accordo-quadro.

 

Dario Dongo (avvocato esperto di diritto alimentare)

Foto: Photos.com