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Un anno di bufale e di notizie inventate pubblicate da quotidiani autorevoli e siti spregiudicati

    Lo spazio e l’attenzione dedicata daimedia ai cittadini-consumatori è aumentato e  in decine di programmi ormai si parla di cibo, di ricette e sicurezza alimentare con troppa superficialità. In molte di queste trasmissioni i cuochi diventano esperti nutrizionisti e i conduttori si trasformano in tecnologi alimentari. Alla fine il bilancio è disarmante perché questo sconfinamento dei canali televisivi nel mondo del cibo affiancato dagli esperti improvvisati che transitano su alcuni giornali crea molta confusione. La situazione si complica ulteriormente considerando Facebook, YouTube e i blog che rilanciano a raffica notizie verosimili o palesemente false. Il sistema utilizza il metodo del "copia e incolla". Basta un titolo efficace e una bella fotografia per trasformare un falso allarme in notizia. Quello che segue è una rassegna di episodi inventati o poco attendibili proposti da testate prestigiose e siti spregiudicati. Il problema è sempre esistito, ma la novità è che adesso solo in pochissimi casi si riesce a ripristinare la verità.

 La bufala del grano ammuffito di Barillalievita in rete e trova ospitalità in numerosi siti nei primi mesi del 2012 nonostante la notizia sia caratterizzata da diversi elementi chiaramente falsi, che però colpiscono la fantasia del lettore. La notizia comincia dicendo che il marchio Barilla è diventato americano (non è vero), e prosegue con assurde teorie sostenendo che l'azienda usa grano ammuffito importato dall'estero. Il testo continua parlando dei contadini del Sud-Italia affamati perché non possono più vendere il loro grano in competizione con quello importato.

 

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