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Lobbisti: serve un registro ufficiale. La scelta del Mipaaf


87564736-310x206Recentemente
il Ministero delle politiche agricole,
alimentari e forestali (Mipaaf) ha deciso di implementare una nuova
linea di condotta sulla trasparenza della pubblica amministrazione verso
i cosiddetti lobbisti. Il cuore pulsante dell’iniziativa consiste in un
registro ufficiale di lobbisti, adeguatamente registrati, soggetto a
pubblica visibilità e scrutinio da parte di cittadini e media.
L’obiettivo è  garantire se non l’indipendenza di un organo comunque
politico, un suo dovere di responsabilità e una rendicontazione
trasparente.

Il Ministero in questo modo si impegna a garantire a tutti i soggetti
interessati, pari accesso alla possibilità di seguire l’iter
legislativo, fornendo commenti ed emendamenti ai testi di legge.

 

Le iniziative di questo tipo, che peraltro seguono
la scia europea (Barroso ha inaugurato questa trasparenza in sede di
comitati e gruppi di lavoro della Commissione, in passato nemmeno
censiti,  che lasciavano spazi aperti a iniziative di lobby o relazione
fiduciaria “particolare”) risultano particolarmente benvenute in un
momento di tagli della spesa pubblica, per dimostrare come vengono spesi
i denari e garantire che a beneficiare siano in primis i cittadini e
poi i gruppi di interesse pure legittimi, ma tutti con pari dignità.

Ricordiamo che proprio recentemente al Mipaaf, nel corso
dell’operazione Centurione sono state arrestate 11 persone per
corruzione e turbativa d’asta in merito a finanziamenti comunitari per
il progetto “Frutta nelle Scuole”, uno dei progetti nevralgici affidati
al Ministero, e di rilevanza europea.  Magari sarebbe successo
ugualmente, ma uno strumento di controllo in più – come il registro – è
sicuramente utile.

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