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Beatrice Lorenzin commissaria l’Istituto superiore di sanità, le incognite per il futuro e le domande senza riposta. Forum

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L’Istituto superiore sanità (ISS), da sempre considerato l’organo scientifico di riferimento del Ministero della salute pochi giorni è stato commissariato da Beatrice Lorenzin. La notizia ha creato un certo scalpore in Italia e anche all’estero, perché si tratta di una decisione atipica anche se nella motivazione ufficiale si parla di troppi debiti (è indubbio che l’ISS abbia faticato a reperire risorse per sostenere e sviluppare le proprie attività, e che vi siano forti critiche su come sono state utilizzati alcuni  fondi come quelli destinati al progetto AIDS). Questo atto comporta l’azzeramento dei vertici e del consiglio scientifico e apre nuovi scenari difficili da prevedere. Il Comunicato del Ministero è abbastanza scarno e non offre spunti in tal senso, anche se evoca efficienza, sviluppo e modernizzazione in linea con gli standard dei principali enti di ricerca internazionali. La questione è importante e vogliamo con questa nota avviare un dibattito e una riflessione tra i lettori interessati e gli addetti ai lavori.

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Fabrizio Oleari, il funzionario scelto dall’ ex-ministro Renato Balduzzi si è ritrovato in una situazione difficile

Il commissariamento dell’ISS è una decisione grave che non giova all’immagine del nostro paese e al sistema-ricerca italiano, per questo tutti si augurano che vi sia al più presto la nomina di un commissario capace e autorevole. L’ISS ha bisogno di una riorganizzazione seria per venire incontro alle esigenze del paese e dell’Europa: le strutture devono  essere rinnovate e razionalizzate, e anche diverse nomine di vertice sono da rivedere.
Fabrizio Oleari, il funzionario del Ministero della salute scelto dall’ ex-ministro Renato Balduzzi come presidente dell’ISS, si è ritrovato in una situazione difficile, e non ha avuto né il tempo né la forza per intervenire. Il commissariamento potrebbe servire a gestire il riordino sotto il diretto controllo del Ministro, senza troppe preoccupazioni per gli equilibri interni, per portare l’istituto nella direzione voluta in tempi ragionevoli. Il problema reale è la direzione da seguire.

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