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Expo 2015 i padiglioni impresentabili : Ferrero, McDonald’s e Coca Cola. Operazione greenwashing

Andate a Expo 2015, è la prima cosa che mi viene in mente dopo una visita di 6 ore fatta il primo maggio. Superata la barriera dei controlli (del tutto simili a quelli di un aeroporto) appare un enorme totem di Ferrero alto 7 metri che sovrasta  il primo padiglione e non lascia presagire nulla di buono. Per fortuna dopo questo anomalo  benvenuto vai avanti e ti trovi in un grande vialone largo 30 metri e lungo oltre un chilometro con migliaia di persone che si spostano a destra e sinistra per visitare 150 padiglioni dei vati paesi dalle forme e dai colori più strani. L’ impatto è forte e hai la sensazione di essere dentro un set che per sei mesi sarà il posto dove si gira uno strano e forse unico film sul cibo del mondo.

Per visitare  l’immenso set servono almeno due giorni. Gli stand  sono grandi  e molti come il padiglione Zero situato all’ingresso utilizzano schermi giganteschi lunghi 20-30 metri per trasmettere video, dati immagini, oppure allestimenti maestosi come la montagna di rifiuti. Nello spazio del Kuwait c’è un plastico lungo 30 metri che mostra il modo di coltivare e di vivere in questa regione.  Abbiamo visto il supermercato del futuro progettato da Coop che permette di leggere sui visori posizionati sopra gli scaffali i valori nutrizionali dei prodotti, il foot print, l’origine degli ingredienti principali…

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